«Intendo ribadire che a noi socialisti non interessa dimostrare che la coalizione del Pd senza di noi non va lontano. Infatti i rapporti con il Campo Largo non ci appassionano». Così Gian Franco Schietroma, coordinatore regionale del Psi. Rileva: «A noi interessa soltanto essere riusciti a proporre ai cittadini di Frosinone una possibilità di scelta diversa, un progetto alternativo improntato sul rinnovamento e sul cambiamento nei metodi e nelle persone. D'altra parte, abbiamo grande rispetto per gli avversari politici e riteniamo che, nel passato, abbiano fatto alcune cose buone sia l'Amministrazione uscente di centrodestra sia le vecchie amministrazioni di centrosinistra. Però valutiamo che questi tipi di coalizioni, molto complesse ed artico late, abbiano già dato il meglio di sé e che sia ormai indispensabile un vero cambiamento, con una progettualità snella, completamente nuova e con l'obiettivo preciso di far recuperare a Frosinone il ruolo di capoluogo di provincia ed il peso politico necessario a rilanciare l'intero comprensorio. A nostro avviso, a Frosinone non basta più l'usato sicuro, e, quindi, poiché le nuove leve sono capaci di esprimere qualità moderne e più adatte ad affrontare le sfide di una società che cambia con grande rapidità, chiediamo ai cittadini del capoluogo un atto di coraggio, e cioè di dare fiducia ad un uomo politico nuovo, serio e preparato, Vincenzo Iacovissi, capace di dare sul serio una concreta speranza soprattutto per il presente ed il futuro delle nuove generazioni».

Aggiunge Schietroma: «Ad esempio, andando ancor più sul concreto, è molto probabile che, se vinceranno gli altri, il progetto, davvero fondamentale, della città intercomunale verrà riposto, dopo le elezioni, nel cassetto. Del resto se ne parla da molto tempo, ma senza alcun risultato concreto. C'è una sola possibilità di realizzare la città intercomunale, e cioè che Vincenzo Iacovissi, il quale ha idee chiare e grande convinzione su questo argomento, vada dapprima al ballottaggio e poi, al secondo turno, diventi sindaco. Ciò sarà possibile se una buona parte degli oltre 10.000 abitanti di Frosinone, che hanno disertato le urne nel 2017, si recheranno a votare sin dal 12 giugno».