Il Centrodestra ci prova o, per meglio dire, ci "riprova". In tanti hanno risposto presente. «Non presentiamo alcuna lista civica o partito, è un appello alla città, condiviso dalla squadra - ha spiegato leone - Una scelta coraggiosa in un momento di torpore. La politica in città è ormai un gioco allo sfascio, che demonizza l'avversario e allontana le persone, ha isolato chi la pensa diversamente. Al centro dell'agenda va il bene comune. Ognuno di noi ha fatto una scelta, quella di scendere in campo. Cittadini comuni, chi ha avuto esperienze politiche, chi è al primo approccio».

Un appello alla città insomma, una richiesta ai cassinati.
Ancora un volta si annuncia "basta scelte calate dall'alto, per un progetto innovativo, inclusivo, giovane". Ancora una volta i cassinati chiamati a essere protagonisti. Ancora lo sguardo al passato, a ciò che era, e lo sguardo al futuro, alle elezioni. E si mostra nuovamente il limite "imposto", quello sicuramente dall'alto, ai cittadini di Cassino. Come se la città vivesse tra una elezione e l'altra una "guerra" perenne combattuta a suon di iniziative, eventi, associazionismo e piante messe a dimora. Centrodestra, Centrosinistra, tutti uniti da uno stesso leit motiv: cittadino al centro, credibilità, condivisione.

Peccato che poi tutti, o quasi, a prescindere dalla casacca, che spesso cambia a seconda dei venti elettorali, dimentichino promesse, proposte e a riempire social, consigli comunali, colonne di giornali e manifesti siano solo frasi a effetto, annunci, grandi risultati e recriminazioni. Cassino da qualche decennio ormai è solo lo spettro di ciò che era e quel ruolo di leadership che aveva sul territorio è un lontano ricordo.

Lo sanno bene i cassinati, altro che titoloni a effetto su automotive, ruoli strategici e opere mastodontiche. La crisi c'è e non è legata alla pandemia, al conflitto in Ucraina o alle galline che non fanno più uova. Se c'è una cosa che la politica, pura o civica che sia, non tiene di conto, è che la vita quotidiana è molto più forte di mille parole. Di mille promesse e di altrettanti progetti. La gente è demotivata, non crede se non a ciò che è visibile e tangibile immediatamente.

Il territorio si è impoverito, non solo economicamente. Per rimettere davvero i cittadini al centro la politica dovrebbe tornare alle origini: tra le varie definizioni spicca quella di Pericle per cui la politica è l'arte di vivere assieme. Un'arte insomma, non un mestiere. E la lotta tra destra e sinistra continua, in mezzo restano il cuore e il cervello, il popolo.