«Sentiamo una grande responsabilità per essere l'unico capoluogo di provincia dell'intera regione Lazio a presentarci con il simbolo Azione di Carlo Calenda ed uno dei primi in Italia e per questo dobbiamo ringraziare Mauro Vicano che ha fortemente creduto in un progetto di rottura con il passato e di terzietà rispetto alla solita e monotona contrapposizione centrodestra-centrosinistra». Così Alessandra Sardellitti, capolista di Azione.

Rileva: «Noi vorremmo rappresentare, anzi rappresentiamo la Politica, quella libera, appassionata, scevra da ideologismi. Ci piacerebbe che Frosinone esprimesse un voto di opinione. Scegliendo una politica concreta, trasparente e proficua. La nostra lista ne è l'esempio. Persone che hanno deciso per la prima volta di scendere in campo perché credono nel progetto di Azione, persone con comprovata esperienza politica in altri partiti che hanno scelto di optare per una diversa idea di politica. La nostra campagna elettorale sarà unicamente propositiva. Non ci interessano denigrazioni dell'avversario o attacchi personali perché, tenuto conto della delicatezza del periodo storico in cui viviamo, riteniamo fondamentale dare risposte, proporre progetti, inseguire sogni realizzabili e non soffermarsi sugli errori che possono aver commesso le precedenti Amministrazioni di destra o di sinistra. Anzi troviamo le scaramucce degli ultimi giorni tra i due schieramenti piuttosto stucchevoli».

Aggiunge: «Azione di Carlo Calenda punta ad un nuovo umanesimo urbanistico, ad una Frosinone Verde & Blu (come da programma del candidato sindaco). Il Verde come espressione di qualità della vita, di recupero, di rigenerazione urbana e di economia circolare. Il Blu come espressione dell'economia digitale, di una città al servizio ed alla portata del cittadino. Abbiamo scelto di pubblicare sui social ogni giorno un pezzo del nostro programma per rispetto verso i cittadini che non devono e non possono essere solo veicoli di voto, ma cittadini consapevoli in grado di saper scegliere le migliori figure che possano amministrare il Comune».

Antonio Scaccia è il leader della Lista per Frosinone: non è candidato al consiglio comunale, ma sta guidando l'intera campagna elettorale. Rileva: «La nostra civica rappresenta ormai una certezza della vita politica cittadina. La concretezza e la coerenza sono gli elementi caratterizzanti. Sosterremo Riccardo Mastrangeli con la stessa lealtà che abbiamo dimostrato nei confronti di Nicola Ottaviani. Primo turno o ballottaggio? La premessa è che francamente non ci sono differenze. Aggiungo che le sensazioni che si respirano sono quelle di ottime possibilità di chiudere la partita immediatamente. Sul piano amministrativo il capoluogo ha bisogno di continuità e a questo dobbiamo puntare. Da che cosa sarà caratterizzata la prossima consiliatura? Intanto appunto dalla continuità per una serie di opere e di interventi già programmati che vanno portati a termine. Penso alla riqualificazione dello Scalo e dei Piloni ma anche a tanto altro ancora. Aggiungo che bisognerà poter utilizzare al massimo i fondi europei. Si tratta di risorse importanti con le quali si può ulteriormente cambiare il volto della città».

Ivano Alteri è candidato nella lista del Psi in appoggio alla candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi. È il referente della civica Il Cambiamento. Nota: «Nei giorni scorsi si sono tenute le estrazioni per l'assegnazione dei posti sulla scheda elettorale dei diversi candidati a sindaco alle prossime elezioni amministrative di Frosinone. A Vincenzo Iacovissi, il mio candidato, è toccato il primo posto, in alto, a sinistra. Questa coincidenza mi ha rievocato molti ricordi e suscitato riflessioni sulla politica di ieri e di oggi. La coincidenza consiste nel fatto che avere la lista in quel"primo posto, in alto, a sinistra" era il più imminente obiettivo elettorale che perseguiva, e con instancabile tenacia conseguiva, il Pci ad ogni tornata elettorale, ad ogni livello. Ma allora non c'era l'estrazione. Il posto veniva assegnato in ordine di presentazione delle liste; quindi, per avere il primo posto sulla scheda, bisognava necessariamente presentare la lista per primi. E ciò non poteva essere lasciato al caso: bisognava organizzarsi allo scopo. Perciò, sin dai giorni precedenti la scadenza dei termini, il Pci, con i suoi organismi ai vari livelli, organizzava turnazioni di dirigenti e militanti che prendevano il primo posto in fila davanti agli uffici preposti alla presentazione delle liste. E a decine, imperterriti, stanziavano lì. Per i militanti significava sacrificio, dedizione, tempo tolto a sé e alla famiglia, spesso denaro speso di tasca propria senza neanche immaginarne il rimborso. Per il partito significava rispetto, vicinanza, ascolto, riconoscimento di un insostituibile ruolo e, appunto, appassionata, organizzata, mai prona, rappresentanza politica di quei valori e di quegli interessi.
Oggi, quindi, posso sentire ancor di più la coerenza tra le mie scelte attuali e quell'impagabile e indimenticabile esperienza di vita, potendo apporre una croce al simbolo della lista in cui sono candidato da indipendente, posto, per una coincidenza del destino, in quel primo posto, in alto, a sinistra».

Stefania Martini, presidente provinciale del Pd, interviene sul tema del mercato. Rilevando: «Come già specificato dall'avvocato Marzi, l'idea dell'eventuale spostamento del mercato avverrebbe dopo l'ampliamento del parcheggio di fronte al tribunale e a margine di un proficuo e adeguato confronto con gli ambulanti e le associazioni di categoria. Abbiamo raccolto le numerose criticità di questi anni, evidenziate sia dagli stessi ambulanti che dai residenti di Selva Piana e vogliamo aprire una discussione su come contribuire a migliorare un servizio molto importante, sulla quale l'amministrazione ha dato risposte molto timide. Vogliamo rendere il mercato più efficiente ed eliminare, nel contempo, i disagi del giovedì ai residenti».