«Di amenità, da parte di esponenti del Pd, peraltro nessuno che viva la quotidianità oggettiva, e non ideologica, di Frosinone, ne avevamo lette e sentite tante, d'altronde siamo in campagna elettorale. Apprendere, però, che il Capoluogo, come sostenuto dalla Consigliera regionale Battisti, avrebbe perso in questi anni la propria centralità, proprio non si può sentire e fa capire come i rappresentanti del Partito Democratico vivano veramente sulla luna». Non usa mezzi termini Danilo Magliocchetti, capogruppo della Lega, nel rispondere alle esternazioni di Sara Battisti.

«Dopo i disastri della sinistra - prosegue Magliocchetti - Frosinone fortunatamente è già ripartita, da ben 10 anni. Dico questo perché è unanimemente riconosciuto, ad ogni livello, che la città di Frosinone, in questi anni di Amministrazione Ottaviani, si è ritagliata un ruolo di assoluta centralità, grazie ad una capacità progettuale di crescita del Capoluogo, sia dal punto di vista della qualità della vita, sia dal punto di vista strutturale, che ha avuto effetti positivi e di sviluppo, nel corso degli anni trascorsi, e ne avrà, ancor più, in quelli futuri. Io comprendo che, non avendo argomenti concreti di critica nei confronti dell'attuale amministrazione, si voglia spostare il dibattito sul punto di vista, nemmeno politico, ma addirittura ideologico, ma a tutto c'è un limite».

«E vengo dunque al dettaglio del ragionamento ideologico del Pd - argomenta Magliocchetti - citando solo alcuni elementi oggettivi, che lo contestano e smentiscono, in toto. Per quanto riguarda la bontà delle politiche ambientali, assunte fino ad oggi dalla Giunta Ottaviani, l'ultima classifica di Legambiente sull'ecosistema urbano 2021, certifica un netto miglioramento della performance della città capoluogo rispetto al 2013, laddove Frosinone era secondo posto per gli sforamenti da pm10. Sintomatico del fatto che si è agito bene e con provvedimenti efficaci in questi anni. Per non parlare della arcinota vicenda dei conti del Comune, che la "virtuosa" gestione del Pd negli anni precedenti al 2012, ci aveva lasciato in eredità oltre 50 milioni di euro di debito e che l'amministrazione Ottaviani, con impegno, sacrificio e capacità, sta portando al risanamento. Ed ancora, per la prima volta il Capoluogo ha una sede istituzionale prestigiosa e di grande bellezza, come il Palazzo Munari della ex Banca d'Italia, circostanza mai accaduta prima. Senza voler ricordare, ad adiuvandum, il nuovo Stadio e il Parco del Matusa. Che dire poi delle politiche culturali, laddove la città di Frosinone ha vissuto in questi anni una stagione teatrale di assoluto valore e pregio, facendo registrare sempre uno straordinario gradimento da parte dei cittadini.

«Ricordo che, grazie all'Amministrazione Ottaviani, il Capoluogo avrà, finalmente, un teatro degno di tale nome, nel cuore della città, con il progetto del Teatro Vittoria. Mentre le precedenti amministrazioni di sinistra si sono limitate ad una mera presentazione scenografica, peraltro alla periferia del capoluogo, e nulla più. E cosa dire, ancora, del progetto Solidiamo che ha dato la possibilità a tanti giovani studenti ed anziani di Frosinone, di avere un riconoscimento per il corso meritorio degli studi, o un approccio con la cultura altrimenti difficile? Da questi pochi elementi, si capisce la pretestuosità e strumentalità, dei rilievi mossi dal Pd, all'attuale amministrazione. L'apoteosi del pensiero ideologico della sinistra, si raggiunge poi quando si legge della presunta incapacità di interlocuzione dell'amministrazione con gli enti superiori. Al contrario basta vedere l'efficace sinergia posta in essere con Ferrovie dello Stato per la fermata Tav a Frosinone. Una contestazione fatta dal Partito Democratico che per 10 anni è al governo della Regione e che, grazie alla auspicata, ma mai applicata, sinergia con i propri rappresentanti nel Governo centrale, non hai mai fatto nulla per la bonifica della Valle del Sacco e per la discarica di via Le Lame a Frosinone, consentendo ad una multinazionale, giustamente esasperata dall'inerzia e dalla burocrazia, di dirottare i propri investimenti altrove, e non in provincia di Frosinone. Nel caso di specie, sarebbe stato saggio dare seguito ad un vecchio adagio del Poeta Iacopo Badoer, il quale disse che "un bel tacer non fu mai scritto"» conclude Magliocchetti.