È complicato immaginare che cinque anni fa erano dalla stessa parte, nel Polo Civico. Perché la polemica di queste ore tra Fabio Tagliaferri e Gianfranco Pizzutelli è dai toni fortissimi. Il primo è segretario cittadino di Fratelli d'Italia, il secondo presidente del Polo Civico, adesso schierato nel Campo Largo a sostegno di Domenico Marzi. Scrive Fabio Tagliaferri: «Polo Civico: il progetto politico (perché anche se molti oggi faranno fatica a crederlo, ma c'era un progetto politico) che sottostava a questa iniziativa stava proprio nel nome. In cinque anni Gianfranco Pizzutelli lo ha completamente trasformato rendendolo l'emblema della più antica logica della politica ante seconda Repubblica».

Continua Tagliaferri: «Di esempi in questi anni ne abbiamo avuti a bizzeffe e onestamente in occasione delle elezioni del 2018 credevo di aver visto tutto (ma non era così), quando fummo convocati per ricevere le indicazioni di voto in occasione delle politiche e delle regionali: al Senato Fratelli d'Italia, alla Camera la Lega e alla Regione Forza Italia. Lì ovviamente ebbe inizio il mio personale allontanamento. Poi alle provinciali Pizzutelli mette a disposizione della Lega il suo uomo di punta in consiglio comunale. Ad un certo punto c'è una folgorazione sulla via della... Pisana. Pizzutelli, dopo aver ricevuto l'incarico di membro del cda dell'Asi dal centrodestra, conosce De Angelis e viene nominato presidente dell'Asp da Zingaretti. Da lì cambia tutto: niente più Lega né centrodestra, ma inizio del dialogo con Pompeo».

Nota quindi Fabio Tagliaferri: «Ed arriviamo ad oggi. Pizzutelli sceglie il centrosinistra per le prossime elezioni comunali per motivi di programma. Incredibile come abbia potuto fare questa scelta confrontando i programmi dei due schieramenti, tenuto conto che noi del centrodestra al programma elettorale stiamo lavorando in queste ore. Forse è arrivato il momento di raccontare agli elettori come stanno realmente le cose. Lo invito ad un confronto pubblico sulle scelte programmatiche che lo hanno indotto a scegliere il centrosinistra: ovviamente può presentarsi con Pompeo, De Angelis e Zingaretti.Il suo vero e unico programma elettorale è il trasformismo».

Gianfranco Pizzutelli, presidente del Polo Civico, replica: «Ho sempre pensato che la riconoscenza, anche in politica, fosse il sentimento della vigilia. Le parole di Fabio Tagliaferri me lo confermano, perché vorrei ricordare che il Polo Civico ha continuato a reggerlo come assessore in giunta anche quando lui si era già allontanato e anche per parecchio tempo. In secondo luogo prendere lezioni da Tagliaferri sul trasformismo è paradossale. Nel 2002 era lui con Domenico Marzi nella lista civica di quest'ultimo. Proveniente direttamente dalla destra. Sarebbe preferibile il silenzio. Inoltre il fatto che il Polo Civico abbia deciso di non stare più con il centrodestra è dovuto anche alla presenza in questa coalizione di esponenti politici come Fabio Tagliaferri. Infine, se la nostra scelta crea tanto nervosismo è probabilmente perché conoscono il nostro valore. Se siamo stati bravi con il centrodestra, lo saremo anche con il centrosinistra. Sulla base di una convergenza programmatica vera e sulla base dei voti che abbiamo sempre dimostrato di avere. Fabio Tagliaferri se ne faccia una ragione. O forse si sta preparando a stare all'opposizione».