Il centro storico diventa terreno di scontro nella campagna elettorale delle prossime amministrative. A lanciare l'attacco è stato il candidato a sindaco del Pd, Domenico Marzi: «L'impoverimento demografico, economico, culturale e sociale che denunciamo per la città di Frosinone oggi è certificato, ancora una volta, dal rapporto sui "centri storici e futuro del Paese": Frosinone, per Ancsa-Cresme, è primo in Italia per abitazioni vuote e tra i luoghi dove si registra il più alto calo del numero di giovani residenti. Un quadro angosciante per una città che viene descritta come morente, a nostro avviso a causa di una amministrazione lacunosa, non presente sul territorio e in perenne celebrazione di se stessa. La rotta va assolutamente invertita. Nel nostro programma che sarà a breve presentato alla cittadinanza, stiamo inserendo specifiche proposte per interventi che offrano ai giovani una prospettiva per restare a Frosinone. E poi misure ad hoc per il centro storico, abbandonato a se stesso e, come dimostra appunto lo studio citato, in evidente declino. Eppure qualcuno parla di raddoppio dell'impianto di risalita, chissà per quali flussi. Ma al Comune leggono le statistiche sulla nostra città?».

Nel suo intervento Marzi cita un rapporto di Ancsa Cresme su cui l'assessore al centro storico Rossella Testa ha replicato, facendo alcune puntualizzazioni. «Rido per non piangere, leggendo le dichiarazioni del candidato a sindaco del Pd – ha dichiarato l'assessore Testa – Se il suo voleva essere un attacco alla nostra amministrazione, è, in realtà, un clamoroso autogol. Lo studio Ancsa Cresme che lui cita per dare sostanza alle sue argomentazioni risale al 2017 ed è parametrato su dati Istat del 2011: quando Marzi parla di "quadro angosciante" sta, in realtà, parlando del centro storico che lui e i suoi successori hanno lasciato alla nostra amministrazione, che si è insediata nel 2012, perché quello studio fotografa il centro storico di Frosinone dopo dieci anni di amministrazione Marzi e di altri cinque successivi di governo della città a targa Pd. Per essere un candidato credibile, per chiedere la fiducia dei cittadini bisogna conoscere la città e le sue problematiche e questo scivolone dimostra, in verità, come Marzi sappia ben poco di Frosinone e farebbe meglio ad approfondire le sue riflessioni, non scopiazzando qua e là quattro concetti presi da Internet. Mi sarei aspettata da lui un mea culpa del disastro che ha lasciato, perché se nel 2011 la metà degli immobili del centro storico era vuoto, come certifica Ancsa Cresme, e se i giovani erano pochi, la responsabilità è da attribuire esclusivamente alla sua fallimentare amministrazione».

«Dover riparare a una situazione così disastrosa lasciata da Marzi e dal Pd – prosegue Testa – è stata una grande sfida che abbiamo vinto. L'amministrazione Ottaviani ha prima creato un assessorato dedicato al centro storico, cosa mai successa prima nella storia della città, e poi, con l'aiuto di un gruppo encomiabile di professionisti, che ha prestato la propria opera a titolo gratuito, ha elaborato il piano di gestione "Frosinone Alta": uno strumento a 360° che, sfruttando una metodologia sistematica e innovativa, ha fornito una risposta concreta e incisiva a problematiche oggi sempre più diffuse nei centri storici italiani, puntando al rilancio, alla conservazione e alla valorizzazione del territorio secondo una logica di tutela e di sviluppo del patrimonio materiale e immateriale. Che ci sia stato un rilancio non lo dice l'assessore Testa, che potrebbe non essere imparziale nelle sue riflessioni, ma lo dice il recente report dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle Entrate. I numeri dicono, ad esempio, che tra il 2015 e il 2021 i contratti di locazione sono cresciuti del 40,83%, nonostante due anni di pandemia; le compravendite di immobili sono cresciute, in sei anni, del 10%, nonostante due anni di pandemia che ha fermato l'economia. Se nel 2015 per acquistare un immobile nel centro storico si spendevano in media 108.500 euro, nel 2021 il prezzo è salito a 203.850 euro, un dato che certifica come gli immobili siano diventati più appetibili; tra il 2015 e il 2021, per quanto riguarda le locazioni, la variazione del costo degli affitti è aumentata del 26,85%, segnale che c'è una grande richiesta da parte dell'utenza. Tra l'altro l'Omi, in una sua recente relazione scriveva, rispetto alle politiche portate avanti dall'amministrazione Ottaviani, come ci fossero "segnali che indicano come le attività di rilancio intraprese dal Comune iniziano a fruttare sul lungo periodo, su processi socio – urbanistici che richiedono intervalli di tempo ampi per attuare una inversione di tendenza"».

«Attraverso gli investimenti previsti anche nell'ambito del Piano di Gestione – ha proseguito l'assessore Testa – la parte più antica della città è tornata a rivestire il ruolo di fulcro sociale, culturale ed economico del territorio, collezionando segnali incoraggianti di ripresa specie nell'ambito dell'imprenditoria giovanile. In questo momento contrassegnato dalle difficoltà generate dall'emergenza sanitaria, ben 24 nuove attività hanno aperto nel centro storico. Ciò è potuto accadere perché l'amministrazione ha creduto per prima nella valorizzazione di questa area, individuando la sede definitiva dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone nel prestigioso palazzo Tiravanti, acquistando due teatri (Nestor e Vittoria) e acquisendo al proprio patrimonio palazzo Munari, già sede della Banca d'Italia, diventata la nuova casa comunale. Senza contare l'impatto avuto da alcune iniziative, come "Le Terrazze del Belvedere", che hanno fatto scoprire e riscoprire il centro storico a tanti giovani, gli stessi che poi hanno deciso di investire proprio qui».

«I risultati non arrivano mai a caso. Oggi se la gente è tornata ad innamorarsi della parte antica del capoluogo, se il centro storico è tornato di nuovo appetibile, se ha recuperato la sua dimensione di polo attrattore lo si deve ad un grande lavoro di studio, di analisi e di programmazione che ho portato avanti, come responsabile della delega al centro storico, da sette anni e che l'amministrazione tutta ha portato avanti», ha chiuso Testa.