«Non dobbiamo commettere errori di sottovalutazione alle comunali di Frosinone». Così il senatore Claudio Fazzone, coordinatore regionale di Forza Italia. Argomenta: «Come coalizione dobbiamo pensare a mettere in campo liste fortissime e sicuramente lo faremo. Saranno fondamentali però unità e compattezza vera. Nella fase della campagna elettorale ma pure dopo, quando cioè bisognerà assegnare i ruoli e le funzioni. Perché vincere è importante, ma ancora di più lo è governare. E per farlo al meglio occorre garantire tutti gli equilibri, senza generare malumori di sorta».

Aggiunge Claudio Fazzone: «Va detto che il centrosinistra ha scelto un buon candidato: peraltro Domenico Marzi è stato già sindaco della città. Noi veniamo da dieci anni di buona amministrazione garantita da un sindaco di livello come Nicola Ottaviani. Dovremo essere bravi ad utilizzare l'onda lunga di questa situazione. Ripeto però: guai a sottovalutare e a pensare di aver già vinto. Rimaniamo concentrati».

Spostando il discorso sulle prossime elezioni regionali, in programma tra un anno, chiediamo al senatore Fazzone: circolano voci e indiscrezioni circa un possibile accordo tra lei e il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, con ogni probabilità candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. È uno scenario possibile Rileva Claudio Fazzone: «Il sottoscritto sta nel centrodestra. La vera questione è un'altra: mi auguro che stavolta venga candidato alla presidenza del Lazio una persona che conosca i territori, che provenga dai territori. E non si scelga all'ultimo istante utile uno che non c'entra nulla con la nostra realtà. Aggiungo pure che il candidato alla presidenza della Regione dovrà essere indicato per la fine dell'estate, massimo per l'inizio dell'autunno. Per un motivo semplice: dovrà avere il tempo e il modo di girare il Lazio, di fare campagna elettorale.

Un'altra cosa: il centrodestra ha vinto bene quando ha scelto un politico. Mi riferisco a Francesco Storace. Quando ci siamo affidati a figure tecniche o ad esponenti che con il Lazio non hanno nulla a che fare, allora abbiamo perso in maniera secca». Continua Claudio Fazzone: «Se i criteri di scelta del candidato alla presidenza della Regione saranno quelli che ho auspicato, nulla quaestio. In caso contrario non sarà soltanto Claudio Fazzone a fare una riflessione, saranno i territori. Voglio aggiungere una considerazione: c'è pure un altro aspetto da tenere presente.

Non mi sembra giusto che ci siano esponenti politici che da anni, giorno dopo giorno, lavorano sul territorio e poi alla fine vengono scelti altri per una candidatura così importante come la presidenza della Regione Lazio». Intanto però l'appuntamento più ravvicinato è rappresentato dalle comunali. Nel Lazio si vota in 53 Comuni, fra i quali tre capoluoghi: Frosinone, Rieti e Viterbo. Evidente che sarà un test amministrativo ma anche politico.

Il ragionamento politico di Claudio Fazzone per le regionali lascia intendere che il senatore "azzurro" stavolta intende valutare le scelte e la situazione. Il centrodestra viene da due sconfitte nel Lazio, nel 2013 e poi nel 2018. In entrambi i casi ha vinto Nicola Zingaretti. C'è un ulteriore elemento da considerare: alle regionali non esiste il doppio turno. La sfida si conclude al primo e questo è un fattore che pesa.