Chi stringe nelle mani le leve del potere deve sapere tutto quello che accade e avere occhi e orecchie ovunque. Deve contare soprattutto sui fedelissimi. Lo sa bene Francesco De Angelis, al vertice del Pd da quasi 40 anni, che su tale modus operandi, oltre alle innegabili capacità politico-diplomatiche, ha costruito una carriera costellata di successi.

Stavolta, però, il triplice obiettivo che tenta di centrare, potrebbe naufragare. C'è, infatti, chi lo accusa, proprio tra gli stessi fedelissimi e gli alleati di coalizione, di voler giocare ad "asso pigliatutto", senza lasciare neppure un punticino a chi sta dalla sua parte. Tre le questioni che gli vengono contestate. La prima è relativa alle amministrative del capoluogo: il suo "campo largo", ovvero un raggruppamento politico che, oltre ai partiti di centrosinistra comprende liste civiche provenienti anche da destra, non piace.

Su tale ipotesi c'è il niet dei socialisti e di ‘Più Europa'. A storcere il naso perfino quella parte di Articolo 1 che fa riferimento al segretario provinciale Gaetano Ambrosiano, così come ‘Azione' di Carlo Calenda: stando a rumors politici neanche Luciano Gatti vede di buon occhio la ‘grande accozzaglia'. E su tutto aleggia il non esprimersi, almeno in maniera ufficiale, di Michele Marini. L'ex sindaco, secondo i ben informati, non sarà della partita se prima non verranno tenute in considerazioni diverse questioni.

Il rischio che De Angelis corre, almeno per quel che concerne ‘Frosinone 2022', è di non riuscire a costruire quella squadra vincente in grado di evitare il triplete del centrodestra. Sul tappeto delle critiche pure una sua possibile candidatura alle politiche, che farebbe di fatto naufragare le velleità di diversi esponenti del Pd. Tra i suoi serpeggia il malcontento: c'è chi ritiene che abbia ottenuto fin troppo. E che forse sia giunto il momento, come lui stesso ha più volte rimarcato nei vari congressi, che il futuro debba essere nei giovani.

Il terzo nodo che dovrà risolvere è quello riguardante il Cda del consorzio regionale per lo sviluppo industriale: l'attuale è solamente momentaneo. Segnali di guerra arrivano dalla Camera di Commercio (in questi giorni lo stato maggiore si è stato notato a Frosinone) e dalle associazioni datoriali: pretendono che De Angelis tenga in considerazione le loro istanze. E che il tempo dell'uomo solo al comando è per sempre terminato.