Ad Atina la campanella del ritorno alle urne per le amministrative suonerà nella tarda primavera del 2023, ma già ora si avverte un certo fermento. Chi vive dal di dentro la vita amministrativa cittadina parla del ritorno alle urne come se dovesse accadere tra qualche mese e si spinge a fare i primi nomi di coloro che ambirebbero a salire a palazzo Ducale per cercare «di raddrizzare una situazione che da subito è sfuggita di mano all'attuale amministrazione lasciando trapelare una certa impazienza».

«Si fanno i nomi di due ex consiglieri in carica nelle giunte Mancini e Lancia che, ciascuno per conto proprio, va tessendo trame e curando incontri per saggiare il terreno assicura il nostro interlocutore ed essere pronti quando, tra un anno, i disegni politici dovranno essere necessariamente sostituiti da proposte e fatti concreti». Ma questo movimentismo non si nota solo tra le fila di chi scalpita per ritornare al governo della città: «Nell'attuale maggioranza ci sono esponenti di primo piano che iniziano a smarcarsi dal resto della compagine per tentare un cammino che si distacchi dal passato, con nomi nuovi e propositi che si richiamano alla più stretta attualità», è la sua opinione.

Insomma, l'Atina politica sta riannodando i fili troppo presto recisi tra le varie anime che negli ultimi decenni hanno scritto la storia amministrativa della città e sembra voler essere pronta anche per un'eventuale fine anticipata della consiliatura, ipotesi, questa, ardita al momento e che sembra più un auspicio che una possibilità. Dunque, gli atinati sono attesi da diciotto mesi di campagna elettorale: la speranza è che non sfianchi anzitempo chi l'avrà aperta.