Elezioni comunali: ultimo atto. Oggi e domani gli alatrensi sceglieranno il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale, dando vita ad un'amministrazione che aprirà una fase politica diversa da quella in procinto di chiudersi. Dopo dieci anni e dopo due mandati a guida Giuseppe Morini, infatti, è tramontato il centrosinistra, con gli elettori che avranno sulla scheda blu due opzioni rappresentate dal centrodestra e dal polo civico. Il primo ha nel commercialista Maurizio Cianfrocca il suo candidato alla poltrona più importante: ha chiuso in testa il primo turno del 3 e 4 ottobre scorsi, raccogliendo 6.885 preferenze, pari al 43,36% dei voti complessivi: è appoggiato da una coalizione composta da tre partiti (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia) e da tre liste civiche ("Alatri comunità", "Alatri Bene Comune" e "Patto civico").

A contendergli la vittoria c'è l'avvocato Enrico Pavia, alfiere di quel largo e trasversale movimento civico che conta cinque liste ("Patto per Alatri", "Noi per Alatri", "Alatri in comune", "Prospettiva futura" e "Uniti per cambiare"): due settimane fa ha preso 4.629 voti, pari al 29,15%. Ma, come si è compreso chiaramente nella doppia intervista ai candidati sindaci pubblicata sull'edizione di ieri, il ballottaggio azzera tutto, si riparte dai voti da riprendere uno ad uno, dagli indecisi da convincere, dalla conquista degli elettori degli altri schieramenti. A tal proposito, Fabio Di Fabio (Pd e centrosinistra), uscito sconfitto dalla competizione (solo terzo con 2.913 voti, pari al 18,35%), ha lasciato piena libertà di scelta ai propri sostenitori. Nessuna indicazione è arrivata anche dagli altri due candidati sindaci del primo turno, Roberto Gizzi (sostenuto da Psi, "Obiettivo civico per Alatri" e "Alternativa ciociara") e Luciano Maggi ("Lazio unica") che, con tutta probabilità, hanno adottato la stessa identica linea, seppur non dichiarata in modo ufficiale, ossia la possibilità di optare per Pavia o Cianfrocca, secondo la coscienza e le preferenze di ciascun elettore.

Senza indicazioni di sorta, pertanto, conterà più la conoscenza personale rispetto ad altri fattori. Verosimilmente, sarà proprio questo dato a poter decidere la contesa. Unitamente alla capacità di contenere il calo dei votanti che, di solito, si registra al ballottaggio. Chi, in sostanza, pescherà più voti altrove e arginerà la pigrizia dal recarsi al seggio, vincerà questa "battaglia" amministrativa. In caso di vittoria del centrodestra, in consiglio andrebbero tre esponenti della Lega, due ciascuno di FdI,"Alatri comunità" e "Alatri Bene Comune" e uno di FI per la maggioranza; all'opposizione Pavia con un esponente ciascuno per "Patto per Alatri", "Noi per Alatri" e "Alatri in comune", oltre a Di Fabio e Matteo Recchia (Pd). In caso di vittoria del polo civico, la maggioranza sarebbe composta da tre esponenti ciascuno per "Patto per Alatri" e "Noi per Alatri", due per "Alatri in comune" e uno per "Prospettiva futura" e "Uniti per cambiare"; all'opposizione Cianfrocca con un esponente ciascuno per Lega, FdI e "Alatri comunità", più i due rappresentanti già citati del Pd.

Ricordiamo infine qualche dato: nei 23 seggi allestiti in città (due in più rispetto al passato, ma non esiste più il 3 speciale, che consentiva l'esercizio del voto ai degenti dell'ospedale "San Benedetto") hanno diritto a votare 23.212 persone, suddivise in 11.356 maschi e 11.856 femmine. Al primo turno si sono recati ai seggi in 16.500, pari al 71,08%. Lo spoglio delle schede inizierà domani pomeriggio, subito dopo la chiusura delle operazioni di voto, fissata alle ore 15. Sempre lunedì, in serata, conosceremo chi stapperà lo spumante e chi, invece, masticherà amaro. Buon voto a tutti.