I comizi sono finiti, gli incontri pure. Gli altoparlanti in giro per la città non gracchiano più per annunciare gli appuntamenti elettorali: dalla scorsa mezzanotte è (di nuovo) sceso il silenzio della riflessione: il tempo lasciato agli elettori per scegliere tra Maurizio Cianfrocca ed Enrico Pavia, il primo alla guida della coalizione di centrodestra (Lega, Fdi, Fi, "Alatri comunità", "Alatri Bene Comune" e "Patto civico"), il secondo alla testa del polo civico ("Patto per Alatri", "Noi per Alatri", "Alatri in comune", "Prospettiva futura, "Uniti per cambiare"). Cianfrocca ha ottenuto al primo turno 6.885 (43,36%), mentre Pavia ha raccolto 4.629 voti (29,15%). Hanno votato 16.500 elettori (71,08%). Numeri e percentuali che appartengono ormai alle statistiche. Ora c'è da giocare la partita del ballottaggio, aperta più che mai.

Abbiamo intervistato entrambi i candidati sindaci ponendo loro le stesse domande. Progetti, idee, auspici, temi simili, ma anche diversi per quest'ultimo tratto di strada da percorrere prima di tirare le somme lunedì sera, a spoglio ultimato.

Chiediamo innanzitutto a Maurizio Cianfrocca e ad Enrico Pavia le ragioni del voto di domenica e lunedì: perché gli elettori, secondo Cianfrocca, dovrebbero optare per lui e non per l'avversario? E perché gli elettori, secondo Pavia, dovrebbero scegliere lui e non l'avversario?
Cianfrocca: «Innanzitutto perché dovrebbero confermare il voto del primo turno, che ha determinato un netto divario tra me e Pavia. La città si è pronunciata in maniera incontrovertibile scegliendo la mia persona. Mi aspetto quindi che i giorni successivi abbiano potuto consolidare la mia posizione, anche se il ballottaggio è una partita a parte. Ma la vera ragione sta nel fatto che io e la mia coalizione rappresentiamo il vero cambiamento di cui la città necessita. Lo si può notare dagli esponenti, soprattutto giovani, che in caso di elezione farebbero parte del consiglio comunale per la prima volta, con tutte le loro specifiche competenze e un grande carico di entusiasmo».
Pavia: «Perché la mia è una proposta di governo la cui attuazione inizierà un minuto dopo la mia elezione. Ho intorno a me una squadra di persone competenti, che hanno le idee chiare e sanno da dove cominciare. Il mio antagonista credo che non possa vantare la stessa capacità. Con lui e i suoi collaboratori la città rischierebbe molto, di perdere tempo e di imboccare strade sbagliate che aggraverebbero i problemi enormi che abbiamo davanti».

Centrodestra e polo civico: vede punti in comune tra i due schieramenti in lizza? Oppure sono molti di più i punti che vi allontanano e vi separano? E quali sono?
Cianfrocca: «Io ritengo che le problematiche della nostra città siano sotto gli occhi di tutti, ragion per cui ci sono evidentemente dei punti in comune nel merito dei settori e delle aree in cui intervenire. Ciò però che fa la differenza è che all'interno della coalizione avversaria ci sono persone che hanno già amministrato per anni con un risultato evidente, sotto gli occhi di tutti. Possiamo definirli corresponsabili dell'attuale situazione. Loro ci hanno accusato di essere dipendenti dai partiti e da presunti "potentati", ma avere persone con retroterra politici tra loro contrastanti a lungo andare creerà problemi nell'avere una visione ed esigenze comuni. Mi permetto inoltre di notare che, durante la nostra campagna elettorale, è stato fondamentale l'approccio diretto con i cittadini e l'intero territorio. Ci siamo presentati in tutte le contrade della città per presentare idee e ascoltare esigenze».

Pavia: «Potrei risponderle se il programma dello schieramento di Cianfrocca dicesse qualcosa con cui confrontarsi, qualcosa da cui differenziarsi. Nelle sue pagine, che ho letto con attenzione, trovo banalità, affermazioni scontate, rinvio delle proposte allo studio di commissioni, come quando si parla di ambiente. Mi ricorda quel famoso detto: se non vuoi risolvere un problema, nomina una commissione. È esattamente quello che si trova nel programma della coalizione di Cianfrocca, per nascondere il vuoto delle idee e la confusione di un raggruppamento improvvisato e che già si è dimostrato, a essere buoni, impreparato e litigioso».

In questa campagna elettorale sono stati toccati tanti argomenti. Quali sono i tre temi amministrativi che più le stanno a cuore?
Cianfrocca: «Chi ha seguito la nostra campagna elettorale sa benissimo quali siano le nostre priorità: il rilancio economico attraverso il turismo, l'occupazione e il coinvolgimento giovanile e l'aspetto urbanistico. Ovviamente non bisogna trascurarne altri di pari importanza, come i servizi sociali e il sostegno alla disabilità, la sicurezza e l'ambiente".

Pavia: «Glieli elenco uno dietro l'altro, ma preciso che sono tutti di pari importanza. La riforma della macchina amministrativa comunale, così com'è non valorizza le competenze di cui pure dispone e non aiuta, anzi ostacola, la soluzione dei problemi. Un nuovo indirizzo urbanistico, con la revisione del piano regolatore e l'attuazione dei piani particolareggiati e di zona. Solo così daremo nuovo respiro alla città, alle attività commerciali e produttive, alle esigenze abitative dei cittadini.

E potremo intercettare i fondi che lo Stato mette a disposizione per la rigenerazione urbana e che oggi regolarmente perdiamo. Il dialogo con i cittadini, che riguarderà le scelte e le opere di maggiore impatto ambientale, sociale e economico con il metodo del "dialogo pubblico" e con l'istituzione di un ufficio dedicato presso il gabinetto del sindaco, a significarne la centralità. Servirà a ricostruire, con l'ascolto e il rispetto delle opinioni dei diretti interessati, un rapporto di fiducia tra ente e comunità oggi profondamente compromesso. E poi le grandi scelte che restituiranno Alatri al suo ruolo di città fiorente e prosperosa, come fatto con l'acquisita disponibilità del maestro Paolo Portoghesi a fare l'ambasciatore di Alatri nel mondo nel caso fossi eletto sindaco, che riporterà alla comunità tutto il valore inespresso, sino ad oggi, dal nostro patrimonio storico ed artistico».

Usciamo da dieci anni di amministrazione di centrosinistra: secondo lei in che situazione versa Alatri e da dove bisogna ripartire?
Cianfrocca: «Dico sempre che noi dobbiamo dotarci di un progetto di città che purtroppo non c'è mai stato, un progetto che non valga solo per la mia eventuale consiliatura ma che possa rappresentare il perno su cui fondare l'azione delle future amministrazioni e dare una fisionomia ben precisa a tutta la città. Come ho ripetuto spesso, facendo di Alatri un vero centro attrattivo dal punto di vista culturale e turistico, sarà possibile risolvere altri problemi a lungo irrisolti come la crisi commerciale e occupazionale».

Pavia: «Il piano di riequilibrio, a cui l'amministrazione uscente ha dovuto ricorrere per evitare il fallimento, dice tutto. Con questa situazione occorre fare i conti, ma non per restarne prigionieri, imbrigliati. Bisogna affrettarsi a uscire dai vincoli imposti dal ministero e dalla Corte dei Conti ragionando meglio sulle alternative che ci sono e che noi già da ora siamo in grado di indicare. Questo permetterà di rivedere le tariffe, i limiti di spesa per i servizi e le opere, dimostrando che si può operare senza sprechi. C'è poi una risorsa alla quale non si è mai fatto ricorso, quella rappresentata dal capitale umano, dalla partecipazione dei cittadini, delle associazioni, insomma da quell'insieme di energie positive che sinteticamente si chiama società civile».

Le prime cose che farebbe il giorno dopo essere stato eletto?
Cianfrocca: «Abbiamo in programma di deliberare subito il mandato al sindaco di stipulare un Patto sulla sicurezza con il Prefetto in maniera da assicurare tranquillità ai nostri concittadini e avere la possibilità di usufruire di fondi appositi per estendere il sistema di video-sorveglianza. Inoltre, mi attiverò subito per l'individuazione di un'area camper, mio vecchio cavallo di battaglia e indispensabile per attrarre più visitatori da subito».

Pavia: «L'ho detto, deliberare la devoluzione di un terzo del compenso destinato al sindaco e agli assessori per il premio, appena istituito, dedicato alla memoria di Emanuele Morganti e ai progetti di educazione e formazione giovanile insieme con esso previsti e promossi. Non c'è bisogno di spiegare il perché».

Come vi immaginate il risveglio da sindaco martedì mattina?
Cianfrocca: «Vorrei che ci svegliassimo con la sensazione che un cammino ha appena avuto inizio, con una città che abbia scelto di avere una connotazione diversa, migliore, di divenire più appetibile per i suoi stessi abitanti e per quanti intendano conoscerla».

Pavia: «L'augurio è che Alatri possa svegliarsi con un'amministrazione amica al suo fianco, attenta e sensibile alle esigenze di tutti, pronta a dare risposte. Un'amministrazione che dia avvio a quel processo di rinascita che auspichiamo».
A tutti e due il nostro "in bocca al lupo".
Cianfrocca e Pavia: «Grazie».