Libertà di scelta, senza indicazione di voto, per domenica e lunedì prossimi. È questa la posizione assunta dal Pd, uscito sconfitto al primo turno delle amministrative, che lascia ai suoi elettori e a tutti quelli del centrosinistra la possibilità di decidere in piena autonomia chi votare al ballottaggio. C'era attesa per le conclusioni dei democrat, ufficializzate nella giornata di ieri, i cui consensi fanno gola sia a Maurizio Cianfrocca sia ad Enrico Pavia e risulteranno decisivi per vincere questo secondo turno.

I giorni scorsi erano stati contrassegnati da voci incontrollate su possibili contatti, anche abboccamenti, con protagonista proprio il Pd, ma di accordi e di apparentamenti veri neppure l'ombra. Fino ad arrivare alla decisione detta, che si spiega in tanti modi.
Da Cianfrocca e dalla sua coalizione c'è una netta divergenza ideologica, ma profondo è anche il solco che divide il centrosinistra dal polo civico, con quest'ultimo che solo poche settimane fa è stato definito da Fabio Di Fabio "alla stregua di un'accozzaglia": parole che mandarono su tutte le furie Pavia & Co.
Sostanzialmente, dunque, conterà di più e sarà preponderante il fattore personale e la conoscenza del singolo rispetto a ogni valutazione partitica.

Intanto il candidato Di Fabio ha dato il via a quel processo di analisi, indispensabile all'interno del Pd per comprendere le ragioni della recente sconfitta: «Accetto con serenità il voto democraticamente espresso dai miei concittadini. Abbiamo presentato una squadra nuova e un programma ambizioso ma credibile per l'amministrazione cittadina. Evidentemente non abbiamo convinto la maggioranza degli alatrensi». Il vicesindaco (ancora per pochi giorni) ha ringraziato quanti lo hanno supportato, ma la debacle non vuol dire abbandonare il campo: «Insieme con le mie liste abbiamo costruito un gruppo che rappresenta, per la nostra amata città, un patrimonio politico e civile che non dovremo disperdere. Anche se ciò può dispiacere a qualcuno, non andrò in aspettativa ma continuerò a lavorare per il bene comune, nel rispetto dei ruoli assegnati dagli elettori».