Il confronto con i due "colossi" della politica alatrense non l'ha spaventato. Stretto tra il centrodestra, che ad Alatri ha raccolto sempre consensi importanti, e il centrosinistra che usciva da un decennio vittorioso, Enrico Pavia è riuscito a far emergere la sua proposta di polo civico e a conquistare, per la seconda volta consecutiva, il turno di ballottaggio.

Con numeri molto simili a quelli di cinque anni fa: nel 2016, al primo turno, racimolò 4.486 voti, pari al 25,30%; quest'anno i voti sono stati 4.519, ma c'è stato un incremento percentuale di oltre 4 punti che ha portato Pavia al 29,70%. Hanno pesato su quest'ultimo dato, delle percentuali, la diversa affluenza alle urne nonché i quadri differenti rispetto a cinque anni fa, come diversa è la composizione della coalizione che sosteneva Pavia ieri e che sostiene Pavia oggi. Nel 2016, dopo la spaccatura con il centrodestra ufficiale, Pavia andò con la componente di Patrizio Cittadini, oggi si è presentato insieme con le aree di Tarcisio Tarquini e di Maurizio Maggi.

In merito alle liste, "Patto per Alatri" si è confermata prima forza "paviana", passando dall'8,11% al 9,51%, mentre "Noi per Alatri" è scesa di poco (dal 7,98% al 7,85%). Il contributo apportato dai "tarquiniani", valutabile nelle due liste "Alatri in comune" e "Prospettiva futura", è valso il 9,54% in totale, a cui si è aggiunto il 2,80% di "Uniti per cambiare" di Maggi. Nel 2016 il gruppo cittadiniano apportò il 7,89% totale alla causa di Pavia. Numeri, ripetiamo, che vanno letti alla luce di situazioni confrontabili solo in parte.

E proprio da Tarquini è arrivata una prima analisi del voto di domenica e lunedì scorsi: il consigliere comunale uscente si è detto soddisfatto per aver raggiunto, nel complesso, il ballottaggio (che era l'obiettivo prefissato dall'inizio), ma si attendeva qualcosa di più per la sua lista, in ragione anche «dell'attività svolta in città e per la città, e dai banchi dell'opposizione, in questo quinquennio».

Insomma, c'è stata una crescita, ma le cifre auspicate in partenza erano leggermente più alte. E come per il centrodestra, nuovi volti sperano di entrare in consiglio comunale: con Pavia vincente, si tratta di Anna Rita Pelorossi, Patrizio Ciangola ed Enzo Tebi.