Felpa, tuta e scarpette da ginnastica, operativo e pronto a rientrare nel "suo" Comune dopo un mese intenso di campagna elettorale. Il giorno dopo le elezioni che hanno riconfermato Giuseppe Sacco alla guida del Comune di Roccasecca, con oltre l'89% dei voti che lo hanno "incoronato" tra i sindaci più votati del Lazio, il bilancio è d'obbligo. Con 3.967 voti (l'89,19%), l'avvocato ha stracciato lo sfidante Bernardo Forte che con 481 preferenze ha sfiorato l'11%. Quarto, a conti fatti, per voti portati a casa tra i candidati sindaco del Lazio, in ottima posizione pure a livello nazionale.
Una fiducia importante, che premia cinque anni di impegno sul campo. E che rappresenta nuova linfa per il "Sacco II", un percorso fatto di punti chiari e di voglia di fare.

A chi dedichi questa vittoria?
«Indubbiamente alla mia famiglia. Sono stati cinque anni importanti ma per loro cinque anni di "assenze". Nel frattempo sono nati due bambini e sicuramente i sacrifici maggiori sono stati quelli affrontati dai bambini e da mia moglie, perché è ovvio che un impegno importante e fatto in modo continuo non può non riflettersi sulla vita privata, con assenze anche prolungate nel contesto familiare. Per cui questa importante vittoria è tutta per loro».

Un'emozione unica, ma diversa per qualche aspetto da quella vissuta cinque anni fa?
«Beh sì, cinque anni fa la grande emozione per aver scardinato una sorta di "sistema". Questa è stata una splendida conferma che ha, però, delle proporzioni importanti che allo stesso tempo implicano una grossa responsabilità: il mandato dei cittadini è stato così ampio che a questo punto la città merita che tutta questa fiducia venga in qualche modo ripagata.
Con ancora più forza. Questo, ovviamente, proseguendo nel solco del cambiamento iniziato cinque anni fa e che ora va consolidato».

Ci sono cambiamenti nella tua squadra? Se sì, come mai?
«Più che dei cambiamenti ci sono state delle new entry: ragazzi che hanno tanta voglia di fare. E sono certo che il loro contributo sarà prezioso per continuare a fare bene. Anzi, sempre meglio».

Obiettivi a breve e a lungo termine
«Gli obiettivi? Intanto c'è il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che richiede adesso massimo sforzo per continuare ad attrarre investimenti. Il segreto di questi cinque anni sta nell'essere riusciti a reperire quasi otto milioni di euro a fondo perduto. E il risultato sul territorio è evidente: questo processo di trasformazione e di restyling deve transitare adesso attraverso il Pnrr. C'è un'area sportiva, la cittadella dello sport da completare; c'è un casello che speriamo di chiudere a breve termine in modo da rinvigorire la zone industriale e renderla maggiormente attrattiva. E poi, con l'auspicio che si concluda il periodo pandemico, si spera di recuperare il tempo perso anche in tema di flussi turistici, visto che tre anni fa avevamo già raggiunto risultati importanti».

Come ci si sente ad essere tra i primi quattro sindaci più votati del Lazio?
«Un risultato in effetti importante! Forse a caldo ancora non c'è la consapevolezza di avere ricevuto il mandato da quasi tutta la città. Questo è un importante carico di responsabilità. Talmente importante, come risultato, quanto lo sarà la responsabilità nel dover proseguire per fare quello che si sta facendo. Siamo in un momento di crisi del panorama politico, i partiti non hanno più l'appeal di una volta, non sono più attrattivi nei confronti non solo degli amministratori ma anche dei cittadini. Allora i cittadini, quando possono scegliere una figura che li rappresenti nella quale si riconoscono sono ben felici di dare il loro sostegno e il loro accorato contributo. La politica deve recuperare questo, secondo me: deve rimettere i cittadini nella condizione di esprimere al meglio le loro preferenze. La politica deve tornare ad essere fatta di uomini che abbiano uno storico, che abbiano esperienza e alle spalle anche la "palestra" migliore, quella della pubblica amministrazione. Quando si lavora per il territorio in modo trasparente, schietto e diretto e si privilegiano i fatti, i cittadini e l'elettorato che ha una sua ferma coscienza e intelligenza lo riconoscono. E i risultati arrivano. Credo che ieri sia stato premiato il buon lavoro. E che insieme ora dobbiamo attraversare questo momento di generale transizione, in cui si deve tornare al contrario a dare fiducia anche ai cittadini, all'elettorato. Ma soprattutto agli uomini, che devono essere rimessi al centro. Affinché le scelte privilegino la volontà popolare e non quella del "sistema politico" che fa confluire le preferenze su chi nasce "dal sistema".
Ripartiamo da noi, ripartiamo dalla volontà dei cittadini».