Il dado è tratto, il prossimo sindaco di Alatri sarà Maurizio Cianfrocca o Enrico Pavia. Il ballottaggio, benché ampiamente preventivato, cambia lo scenario politico cittadino. E pure la partita elettorale.

Iniziamo da numeri e percentuali riferite ai candidati a sindaco. Cianfrocca chiude il primo turno raccogliendo 6.885 preferenze (43,36%), riportando il centrodestra in testa, cosa che non accadeva da dieci anni. A sfidarlo, al ballottaggio di domenica 17 e lunedì 18, sarà Enrico Pavia, rappresentante del polo civico, che raccoglie 4.629 voti (29,15%).

Solo terzo il vicesindaco uscente, Fabio Di Fabio, alfiere di quel centrosinistra che cercava il terzo successo consecutivo: si ferma a 2.913 voti (18,35%).
Lontani dal podio e dal quorum proporzionale per sedere in consiglio comunale Roberto Gizzi, esponente di un secondo "braccio" del centrosinistra, che mette insieme 902 voti (5,68%), e Luciano Maggi, in corsa con "Lazio Unica", che prende 549 preferenze (3,46%).

Poi i partiti e le formazioni civiche. Exploit della Lega, che incassa quasi 2.000 preferenze (1.912 pari al 12,57%), diventando il primo partito. A seguire, la lista civica "Patto per Alatri", che si attesta al 9,51% con 1.447 voti. Terza forza Fratelli d'Italia che incassa il 9,17% con 1.395 voti. I due partiti citati appoggiano Cianfrocca, la civica sostiene Pavia.

Ottime performance anche per altre due liste a sostegno a Cianfrocca: "Alatri comunità" (1.230 voti, pari all'8,08%) e "Alatri bene comune" (1032 voti, 6,78%). Nel mezzo, figurano un'altra lista di Pavia ("Noi per Alatri" con 1.194 voti, 7,85%) e il Pd di Di Fabio (1.162 voti, pari al 7,64%). Tiene la lista "Alatri in comune"(per Pavia) con 989 preferenze e il 6,50%.

Le delusioni maggiori sono rappresentate da tre liste del centrosinistra, "Alatri nel cuore", "Liberamente Alatri" e "Alleanza per Alatri", che mettono insieme 937 preferenze. Ci si aspettava di più anche da Forza Italia (656 voti, pari al 4,31%). Nell'esercito dei candidati a consigliere comunale segnaliamo qualche nome: fa effetto vedere il risultato di Roberto Addesse (Lega) che, da solo, prende 829 voti. È come se tutti gli abitanti della vicina Collepardo avessero votato per lui.

Segue un vecchio "leone" della politica: Antonello Iannarilli (FdI), con 370 preferenze. Bene anche Matteo Recchia, giovane leva del Pd, che prende 367 voti.
Seguito da un consigliere comunale uscente Nazzareno Costantini ("Patto per Alatri") con 363 preferenze, e dall'assessore Selenia Abbate (Pd) con 341.

Due brevi considerazioni, in attesa di un'analisi più approfondita: la prima è il ritorno prepotente sulla scena politica alatrense del centrodestra, che si posiziona su numeri e percentuali simili a quelli che ottiene alle elezioni politiche. La seconda: l'elettorato punisce l'amministrazione comunale che sta per concludere il suo secondo mandato consecutivo, lasciando fuori dal ballottaggio un delusissimo Fabio Di Fabio.