La politica sorana ribolle tra accordi sfumati, incontri serrati, candidature a sindaco che potrebbero saltare e nuovi nomi pronti a mettersi in gioco per la conquista della fascia tricolore. In tanti si sono chiusi nelle rispettive "case" per studiare le ultime mosse da compiere. Entro il 4 settembre le liste dei candidati dovranno essere completate e il tempo stringe.
La pandemia non sembra aver insegnato molto.
Ci si aspettava una campagna elettorale sobria, con programmi a quest'ora già noti, compagini snelle, insomma uno stile diverso dalla tradizionale bagarre elettorale che precede il voto. E invece quello che si prepara a invadere la città è un esercito di candidati, in una campagna elettorale che si annuncia tra le più infuocate.

Alcuni nomi sono già noti, altri giocano nell'ombra.
In ballo c'è il rinnovo del consiglio comunale di una città che tanto freme per ripartire dopo il Covid ed stanca del solito "mercanteggio" di posti e voti. I sorani ambiscono ad avere amministratori preparati, che sulla sedia ci stiano il meno possibile perché impegnati a risolvere le problematiche della città. Politici capaci di reperire finanziamenti, pronti ad ascoltare i cittadini e non solo in campagna elettorale. Il libro dei sogni non lo vuole sentire più nessuno. Anche perché il Covid fa ancora paura.

Ci sono famiglie in isolamento con pensieri che non fanno dormire, che attendono una mano tesa dall'istituzione più vicina: il Comune. Intanto il direttivo del circolo "Antonio Gramsci" del Prc-Se di Sora si tira fuori dalla mischia prendendo atto del fallimento del progetto "Sora Bene Comune". "Il Prc-Se, pur riconoscendo tutti i propri errori, non può rammaricarsi di non essersi speso per la causa e di aver investito tutte le sue forze alla creazione di un progetto di sinistra forte e unitario spiega il partito in una nota Pertanto, non si ritiene utile e politicamente corretta la partecipazione in nessuna delle coalizioni in
essere. Questa città è ancora prigioniera di dinamiche politiche contorte che inquinano il supremo interesse comune, favorendo come sempre logiche di interessi
privatistici. Interessi che hanno mobilitato ingenti truppe cammellate, che inquinano come sempre la tornata elettorale avendo come effetto oltre 300 candidati,
un esercito di persone che il giorno dopo le elezioni torneranno alla loro vita è forse arrivederci fra
cinque anni. Questo modo di fare svilisce la buona politica".