Il ministro Speranza ha firmato un decreto con cui, insieme al ministro dell'Economia, si destinano 3 milioni di euro da ripartire fra le Regioni per la creazione dei registri regionali dei tumori, che alimenteranno la Rete nazionale. Una novità certamente positiva, anche se fa storcere un po' il naso la consistenza della dotazione del fondo per uno strumento ritenuto sempre più importante in chiave di studio, prevenzione e intervento.

«La notizia che il Ministro della Salute Speranza ha firmato il Decreto afferente le modalità di riparto del fondo per la rete nazionale dei Registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza dei sistemi sanitari regionali e l'istituzione del referto epidemiologico - ha commentato Danilo Magliocchetti consigliere comunale di Frosinone e delegato per il Lazio al Consiglio Nazionale Anci - va comunque accolta positivamente, pur con delle perplessità, circa gli importi finanziari destinati alla Regione Lazio. I fondi del decreto sono ripartiti, sia sulla base della natura innovativa degli interventi proposti dalle Regioni e dalle Province autonome, sia del numero della popolazione residente. Il milione di euro messo a disposizione per il primo anno, in totale le risorse ammontano a 3 milioni di euro, prevede per tutte le Regioni una quota fissa pari a 23.809 euro più una quota locale che, per quanto riguarda il Lazio, è di 48.252 euro».

«Certamente - prosegue Magliocchetti - una cifra inadeguata, allo stato, per sviluppare uno strutturato e funzionale Registro Tumori Regionale e per evitare inutili sovrapposizioni o doppioni. Di forma, più che di sostanza. Ciò anche in considerazione del fatto che i dati attualmente disponibili per il Registro Tumori della Asl di Frosinone, ed elaborati in collaborazione con il Dep (Dipartimento di Epidemiologia) di Roma, sono ancora quelli relativi ai casi incidenti di Tumori, per sesso e provincia del Lazio, ed afferenti al periodo 2013-2015. Mentre, dovrebbero essere disponibili, a breve, quelli relativi al biennio 2016-2017. C'è necessità quindi di risorse, umane e finanziarie, adeguate per strutturare una significativa valutazione epidemiologica nel Lazio e soprattutto in provincia di Frosinone, con dati numerici aggiornati.

Ciò allo scopo di avere diversi ed ulteriori periodi di comparazione e che abbiano una evidenza significativa, anche e soprattutto dal punto di vista scientifico, per analizzare ogni eventuale correlazione tra la criticità ambientale, oggettivamente esistente da anni, come testimoniano ad esempio la Valle del Sacco, o la discarica di Via Le Lame a Frosinone, e l'insorgenza di determinate patologie tumorali. Una correlazione che dovrà, eventualmente, essere dimostrata solo ed esclusivamente con dati scientifici certi ed inoppugnabili e certamente non con le chiacchiere. A tal fine, la realizzazione del referto epidemiologico previsto nel decreto di cui sopra, costituisce una importante e significativa novità».

«La disponibilità di dati omogenei contenuti nei Registri Tumori è uno strumento importantissimo per la lotta e la conoscenza delle neoplasie in una determinata comunità e consente, inoltre, a chi si occupa di sanità e salute, di fare una programmazione e una progettazione calata sul territorio. Quindi, senz'altro bene l'iniziativa del Ministero, in particolare quella del referto epidemiologico. Certamente male, invece, la previsione delle risorse finanziarie destinate al Lazio» conclude Danilo Magliocchetti.