Non c'è pace sui rifiuti. Mai. E se il braccio di ferro tra la Regione Lazio e il Comune di Roma fa ormai parte della storia recente di questa materia, ora bisogna fare i conti anche con il Ministero della transizione ecologica.

A giudizio del quale l'ordinanza con la quale la sindaca di Roma Virginia Raggi ha deciso di riaprire la discarica di Albano va riscritta. Naturalmente la sindaca di Roma è rimasta sulle sue posizioni. Adesso però la strategia di Virginia Raggi è cambiata. Ha scritto nell'edizione di ieri il quotidiano La Repubblica: «Il Comune ha anche ribadito la necessità di rivedere il Piano regionale dei rifiuti e, per il breve periodo, che venga fatta una ricognizione di tutte le procedure aperte in Regione, in modo da accelerarle o sbloccarle. Insomma adesso è corsa all'apertura di più impianti possibile: come ribadito dalla sindaca Virginia Raggi per il Comune occorre autorizzare tutti quelli già esistenti, inclusa la discarica di Colleferro, vista anche l'imminente chiusura della discarica di Civitavecchia e il rischio che a rimanere aperta sia la sola discarica di Viterbo al servizio di tutti i Comuni del Lazio».

E il punto ormai è esattamente questo: il Comune di Roma intende aprire più impianti possibile. Tra questi anche quello di Roccasecca, strategico in tutti questi anni perché ha evitato l'emergenza rifiuti a Roma.
Oltre ad aver costituito uno dei punti fermi per l'autosufficienza della provincia di Frosinone sul versante del ciclo di smaltimento dell'immondizia.
Anche la Regione Lazio e il Ministero della transizione ecologica da tempo stanno pensando ad una formula che consenta la riattivazione della discarica di Roccasecca.

Al punto che la Prefettura di Frosinone sta effettuando una valutazione approfondita per capire se esistono o no le condizioni di fattibilità per la riapertura del sito.
Sia sul piano ambientale che su quello normativo.
Ricordiamo che tutta questa situazione di emergenza nel Lazio si è verificata dopo l'esaurimento del quarto invaso della discarica di Cerreto. Successivamente la Mad (società che gestisce la discarica) ha rinunciato all'autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione del quinto invaso.

Nelle scorse settimane si è parlato molto dell'opzione di riattivare Roccasecca, anche attraverso delle procedure di requisizione dei terreni. Ma non è semplice. E proprio per questo la Prefettura dovrà effettuare una valutazione approfondita di tutti gli aspetti. In ogni caso non si tratta di una soluzione da breve periodo. Ma da medio. Una soluzione sia per i rifiuti di Frosinone che per quelli di Roma. Perché anche in Ciociaria si pone il tema di scongiurare l'emergenza.

Il 31 agosto scade l'ordinanza della Regione e si porrà il tema del conferimento dell'immondizia della Ciociaria.
Al momento la situazione è la seguente. La Società Ambiente Frosinone, gestore dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Colfelice, sta conferendo gli scarti prodotti, pari a 240 tonnellate al giorno, rispettivamente: 200 tonnellate al giorno presso la discarica Ecologia Viterbo e 40 presso la discarica Civitavecchia Fosso Crepacuore.

«Non essendo disponibile come si legge nell'ordinanza alcuna capacità di smaltimento in discarica nell'Ato Frosinone». Nel dettaglio: 140 tonnellate fanno riferimento ai rifiuti prodotti in provincia di Frosinone, mentre 100 tonnellate sono una parte del quantitativo di Roma. Nell'ordinanza si legge: «Dato che Saf spa ha quantificato in 140 tonnellate al giorno gli scarti derivanti dal trattamento presso il proprio Tmb dei rifiuti della provincia di Frosinone e in 100 tonnellate al giorno quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti conferiti da Ama spa e prodotti da Roma Capitale, per i quali si rende necessario trovare spazi impiantistici di smaltimento».
Anche la soluzione del conferimento dei rifiuti di Frosinone è provvisoria. E perfino il regime delle proroghe non è infinito. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato un'ordinanza per «evitare l'interruzione del pubblico servizio di gestione dei rifiuti nei Comuni della Città metropolitana di Roma Capitale e della provincia di Latina».

Nell'ordinanza si fa riferimento altresì ad una nota «con la quale Saf conferma la disponibilità a trattare presso il proprio impianto di Colfelice ulteriori circa 158 tonnellate al giorno di rifiuti urbani indifferenziati al fine di fronteggiare l'ulteriore situazione emergenziale connessa al blocco per manutenzione dell'impianto Rida ambiente di Aprilia subordinata alla possibilità che Saf ottenga, dai relativi gestori, la possibilità di conferire: a) ulteriori 80 tonnellate al giorno presso discariche di Civitavecchia e/o Viterbo; b) ulteriori 60 tonnellate al giorno presso l'impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio».
La politica della Saf è quella di utilizzare l'impianto di Colfelice al massimo delle potenzialità.