A distanza di due anni, non si hanno più notizie dei dati eventualmente elaborati e aggiornati dall'Unità Funzionale Registro Tumori della Asl di Frosinone, dopo il primo rapporto datato luglio 2019, che faceva riferimento ai numeri rilevati a gennaio dello stesso anno. Il consigliere comunale, nonché delegato nazionale Anci, Danilo Magliocchetti, ha scritto ieri una lettera al direttore generale dell'Azienda Sanitaria di via Fabi, Pierpaola D'Alessandro, proprio per conoscere se e come sono state aggiornate quelle cifre.

Nella premessa della sua missiva, Magliocchetti ricorda che la Legge regionale del 12 giugno 2015 n° 7 ha istituito il Registro Tumori del Lazio (Rtl), che raccoglie i casi della popolazione adulta e infantile residente nelle cinque province e copre un totale di 5.792.384 abitanti (di cui il 48,5% residenti a Roma), con un numero medio di tumori per anno pari a circa 37.000 casi, di cui circa 19.000 negli uomini e 18.000 nelle donne.
«Il Rtl è coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale (Dep Lazio) ed è organizzato in sei unità funzionali - spiega il consigliere - A tal fine, presso il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Frosinone è attiva l'Unità Funzionale 2 - Registro Tumori che ha avuto, nel corso del tempo, il cambio di diversi direttori responsabili e addetti alla lavorazione dei dati da inviare al Dep di Roma».

A questo punto, Magliocchetti cita la nota del luglio 2019 con cui l'Azienda sanitaria frusinate comunicò i dati raccolti dal Registro Tumori, aggiornati al gennaio dello stesso anno. «A distanza di due anni - sottolinea il capogruppo consiliare della Lega - non si hanno più notizie dei dati eventualmente elaborati e aggiornati dall'Unità Funzionale Registro Tumori della Asl frusinate». Da qui la richiesta alla manager sanitaria di «rendere noti ai cittadini, nelle forme e modalità ritenute più opportune, gli ultimi dati disponibili, relativi ai casi di tumore registrati nella Provincia e nella città di Frosinone».

Magliocchetti, però, non si ferma ai semplici numeri e chiede «la suddivisione dei casi, per anno e area geografica provinciale, riferiti a trachea, bronchi e polmoni, mammella, prostata, colon retto, fegato, colecisti, pancreas, stomaco e altri Organi digestivi, esofago, peritoneo, retroperitoneo e intestino. La conoscenza per i cittadini dei dati aggiornati, elaborati dalla locale Unità Funzionale RT - specifica il consigliere - è assolutamente necessaria per costruire e gestire nel tempo un archivio dei nuovi casi di tumore diagnosticati, assicurando che la registrazione dei dati avvenga rigorosamente e con carattere continuativo e sistematico.

E questo per comprendere meglio, da parte di professionalità mediche autorevoli e capaci, ogni eventuale correlazione tra la nota criticità ambientale del territorio e l'insorgenza di neoplasie». Il consigliere conclude rilevando che una importanza analoga «ha la disponibilità dei volumi degli screening oncologici, effettuati nel 2020 e nei primi 6 mesi del 2021 presso la locale ASL, per i tumori alla mammella, al collo dell'utero, al colon retto, con la specifica del numero degli inviti e dell'effettiva copertura test. Il tutto indicando le percentuali di copertura, rispetto allo standard richiesto».