C'è una sola strada per far tornare l'Italia tra le grandi potenze dell'economia mondiale. Quella strada è a senso unico e passa dallo sviluppo del Mezzogiorno. Ma non con il vecchio metodo della Casmez, che permise anche ad imprenditori senza scrupoli di ottenere finanziamenti, per poi fuggire con i soldi in tasca. Bensì realizzando quelle infrastrutture necessarie alla facilitazione di nuovi insediamenti produttivi. La politica sembra averlo compreso. Almeno si spera. Lega e Pd hanno, infatti, deciso di togliersi la casacca dei club di appartenenza, per vestire quella della "nazionale della ripartenza".

Lo hanno fatto con una sorta di patto, siglato ieri mattina all'interno della sede Asi del capoluogo ciociaro, che porta la firma del sottosegretario all'Economia e alle Finanze Claudio Durigon, del commissario per il Consorzio Unico del Lazio, Francesco De Angelis, del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e del consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli.

Barra a dritta, quindi, verso la nascita del Consorzio Unico regionale, con l'obiettivo di mettere al centro lo sviluppo e gli interessi dei territori. Gestendo anche i fondi strutturali e regionali. Puntando sull'internazionalizzazione e l'attrazione di investimenti.

«Un progetto che va al di là degli steccati politici». Ha chiarito immediatamente De Angelis. Posizione rimarcata subito dopo da Durigon. «A noi interessa fare il bene per i nostri territori, non le casacche. L'obiettivo che ci siamo posti è guardare al di sopra delle appartenenze». Ha aggiunto il presidente del Consorzio, che ha voluto fortemente ringraziare, oltre ai presenti, in modo particolare il Sottosegretario per l'impegno di Governo, così come il primo cittadino del capoluogo, Nicola Ottaviani, per le continue e puntuali sollecitazioni in sede di approvazione in giunta regionale del nuovo organismo, poi sintetizzate in un emendamento a firma del consigliere Ciacciarelli.

«Sono state utili - ha affermato De Angelis - per dare forza e peso ai territori, soprattutto in materia urbanistica». Il numero uno dell'Asi, nel corso del suo intervento, ci ha tenuto a ricordare pure le due dotazioni con cui partirà da subito il Consorzio: «circa 50 milioni per le infrastrutture e 20 per la digitalizzazione». E poi il nuovo obiettivo fondamentale, ribadito anche dal sottosegretario, e che si traduce nella fiscalità di vantaggio. «Era dal periodo della Cassa del Mezzogiorno che non avevamo una simile opportunità» ha detto, ribadendo la grande occasione del Consorzio «per sviluppare il territorio del basso Lazio, con le due province di Frosinone e Latina che formano un bacino da un milione di abitanti. Un'integrazione già avviata con la fusione delle due Camere di Commercio e che porterà sviluppo e benefici». Ha concluso De Angelis.

Un concetto ripreso da Durigon, nel corso del suo intervento: «Abbiamo rimesso al centro gli interessi del territorio con strumenti importanti, creando la giusta sinergia. Non possiamo perdere tale occasione e dobbiamo dare forza a questo Consorzio che sta nascendo per rilanciare i nostri territori. Negli ultimi anni – ha fatto notare il sottosegretario – si è assistito al depauperamento dell'industria. Oggi stiamo cercando di rendere di nuovo appetibili le nostre province.

Il Consorzio unico dovrà essere uno strumento snello, veloce e attuativo e insieme a questo ci sarà una visione strategica delle infrastrutture. Per farlo occorrono strumenti adeguati. Posso garantire – ha concluso - la piena sinergia, in questa ottica, tra Governo, Regione e territori e, quindi, c'è la grande opportunità di ridisegnare la futura economia territoriale. Non possiamo perdere questa occasione e istituzionalmente esiste la volontà di fare tutto ciò».