Che fine hanno fatto il registro tumori e il centro epidemiologico che doveva sorgere all'ospedale di Anagni? Sono rimasti sulla carta, nelle lettere d'intenti, nei protocolli d'intesa cui non sono mai seguiti i fatti da parte della Regione.

«Sulle politiche ambientali serie e sulla prevenzione oncologica, in provincia di Frosinone siamo ancora all'anno zero - dice amaramente il capogruppo della Lega in Consiglio comunale e delegato per il Lazio al Consiglio Nazionale Anci, Danilo Magliocchetti - Ciò, nonostante che la Regione Lazio abbia istituito, opportunamente aggiungo, uno specifico assessorato alla transizione ecologica. Ad oggi però, nonostante i vari accordi di programma, piani di caratterizzazione, proclami e annunci vari, sui vari processi di bonifica della Valle del Sacco, di percorsi e strutture definite, e completamente funzionali ed operative sul territorio, non vi è traccia. Due esempi concreti su tutti. Il Registro dei Tumori da una parte, il presidio salute e ambiente (PresSA) presso l'ospedale di Anagni ed il relativo Programma di valutazione epidemiologica dall'altra».

«Sul Registro Tumori -prosegue Magliocchetti - è noto che la struttura, dopo mille vicissitudini, la Legge istitutiva è la 7 del 2015, è stata finalmente realizzata circa due anni fa presso la Asl di Frosinone. Successivamente però l'Unità funzionale che lavora sui dati da inviare al Dipartimento di Epidemiologia di Roma, è stata più volte rivista nei componenti, con un grave rallentamento dei lavori e dell'efficacia stessa del Registro Tumori. Detto per inciso uno dei pochi in Italia ancora non accreditato Airtum. Giova ricordare che nel Registro confluiscono tutti i dati di tutte le possibili fonti sanitarie: dalle Asl, ai laboratori pubblici e privati, agli istituti oncologici di riferimento ovunque si trovino.
È utilissimo, fondamentale nello studio delle malattie, indispensabile per analizzarne la diffusione, ed è unico in quanto a validità scientifica. Averlo in piena e totale operatività ed efficacia risulta di importanza fondamentale nella prevenzione oncologica».

«Altro esempio - prosegue Magliocchetti - di struttura funzionale all'implementazione di tutte le attività legate alla tematica sanità – ambiente esistente sul territorio, ma di dubbia, e, ancora da provare efficacia, è il Presidio Salute e Ambiente (PresSA) presso l'Ospe dale di Anagni. La struttura è stata prevista con Deliberazione di Giunta del 2017».

Nel documento è stabilito espressamente che attraverso la disponibilità di 960.000 euro, il Presidio deve fare: sorveglianza epidemiologia e sanitaria della popolazione residente attraverso: sviluppo di indicatori dello stato di salute a livelli di Asl Distretti sanitari e Comuni; sorveglianza sanitaria e biomonitoraggio della contaminazione umana da parte di sostanze organiche persistenti dei residenti nella Valle del Sacco.

Poi ancora, studi di epidemiologia ambientale per l'analisi degli effetti degli inquinanti sulla salute dei residenti e per il monitoraggio dei cambiamenti: istituzione di uno studio di coorte della Valle del Sacco (CoVaSA); studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione residente in relazione ad esposizione ad Arsenico ed altri inquinanti nelle acque; studio epidemiologico sugli effetti dell'inquinamento atmosferico; studio epidemiologico sullo stato di salute della popolazione tramite una attività di sorveglianza in collaborazione con i Mmg e Pls.

«Quante di tutte queste attività sono state effettivamente realizzate, visto che parliamo di un atto di 4 anni fa? - si chiede Magliocchetti - Chi, da parte della Regione Lazio, sta provvedendo al monitoraggio delle attività, sia del Registro Tumori, che del presidio PresSa di Anagni e ne sta valutando, dal punto di vista sanitario, scientifico ed epidemiologico i risultati? Sono stati messi in correlazione con la criticità ambientale e pluridecennale del territorio? Quando verranno resi noti alla popolazione?».

«E' di tutta evidenza quindi che, una volta arginata la terribile emergenza pandemica, sarà necessario dedicarsi, seriamente, da parte di tutte le competenti strutture del territorio, ad un'altra atavica emergenza, quella ambientale ed epidemiologica della Valle del Sacco» conclude il Consigliere.