Il voto delle comunali s'avvicina e le carte iniziano a scoprirsi. Il primo ad annunciare ufficialmente la sua ricandidatura è il sindaco uscente Roberto De Donatis, che così fa chiarezza sulle voci di un suo possibile accordo con la coalizione di Luca Di Stefano.

«Sono chiacchiere senza fondamento», ha subito smentito il consigliere di minoranza Di Stefano. Però negli ultimi giorni si erano fatte insistenti le voci di un'intesa tra lui e il sindaco, con la lista di quest'ultimo pronta a sostenere la candidatura di Di Stefano alla carica di primo cittadino: una sorta d'investitura per il passaggio di testimone.

De Donatis assicura che non sarà così e che correrà per un mandato bis. «Sarò sicuramente in pista nella prossima campagna elettorale perché devo garantire la prosecuzione del mio mandato amministrativo. Il mio progetto politico  - continua il sindaco - Sono stati cinque anni importanti in cui purtroppo, con l'anno e mezzo di pandemia che ha rallentato tutto, non abbiamo potuto completare il programma amministrativo e di opere pubbliche per il rilancio della città».

E punta proprio sulle opere per convincere i sorani a proseguire nel solco tracciato: «Sono certo che si debba risolvere il problema della "Tomassi" e realizzare l'opera più importante: la scuola modello dell'architetto Renzo Piano che diventerà il faro dell'edilizia scolastica del futuro. Sono opere che ho posto al centro della mia programmazione attuale e ho il dovere di completarle.
Essendo io il garante di questo processo, sarò sicuramente candidato».

Nessun sostegno a nessun altro, dunque. De Donatis tira dritto per la sua strada: «È logico che bisogna creare le aggregazioni che possano esprimere, attraverso la condivisione dei contenuti programmatici, ampie sintesi a vantaggio della città. Questo è auspicabile, ma il perno centrale, il candidato sindaco, non posso che essere io perché sono l'autore di questa programmazione. Nella conferenza stampa dello scorso dicembre ho parlato di quello che ho fatto e di quello che devo portare a termine, ho una visione di sviluppo della nostra città e continuo a credere che il modello civico sia quello più in grado di garantire la governabilità dei processi programmatici. Credo che il volano di ogni coalizione debba essere squisitamente civico, anche se non ho mai chiuso le porte a nessuno. Sui programmi sono pronto a dialogare con tutti, anche con i partiti, che sono sempre fatti di cittadini. Ma bisogna parlare di contenuti e non di forma, come sta accadendo in questo periodo di pre campagna elettorale».