«Pieno sostegno a Nicola Zingaretti». Si muove Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico.
E basterebbe questo per rendersi conto di come nel Pd provinciale sia scattato l'allarme rosso. A scatenare il tutto alcune dichiarazioni che l'ex segretario provinciale dei Dem Domenico Alfieri aveva rilasciato a Ciociaria Oggi.

Argomentando: «Dopo le dimissioni di Zingaretti da segretario, si è aperta una nuova fase nel Pd, sia a livello nazionale che locale. Far finta di non vederla non aiuta ad affrontare al meglio le sfide che abbiamo di fronte. Mentre prima Zingaretti poteva essere una stella polare di riferimento nazionale, dopo le dimissioni da segretario non lo è più». Parole che hanno fatto saltare dalla sedia più di un big del partito. Non soltanto provinciale, ma anche regionale. Ed è per questo motivo che Francesco De Angelis ha deciso di rompere gli indugi e dire la sua.

Per evitare un effetto domino basato su un sillogismo di questo tipo: se Alfieri critica Zingaretti e Alfieri è di Pensare Democratico, allora anche Pensare Democratico non è più sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda del presidente della Regione Lazio.
Francesco De Angelis non lascia spazio a dubbi e sillaba: «La linea di Pensare Democratico è chiara e netta: totale sostegno a Nicola Zingaretti». Poi argomenta: «Zingaretti è il presidente della Regione Lazio e sta ottenendo risultati straordinari sotto tutti i punti di vista. Pensiamo al piano di vaccinazione e al progetto di sostegno alle imprese in questo particolare momento legato alla pandemia. Pensiamo ai risultati ottenuti nella sanità, all'uscita dal commissariamento. Lo dico forte e chiaro: Nicola Zingaretti è stato, è e resterà il nostro leader, il punto di riferimento nel Lazio.
E ripeto: questa è la linea di Pensare Democratico.
Peraltro in totale sintonia e continuità con la nuova fase politica che si è aperta con l'elezione alla segreteria nazionale di Enrico Letta».

Poi Francesco De Angelis aggiunge: «In questo momento il Pd ha assoluto bisogno di unità. Proprio per questo voglio mandare un messaggio a tutti. In primis ad Antonio Pompeo: lavoriamo insieme per restare uniti, in modo da affrontare al meglio i prossimi appuntamenti elettorali. A Pompeo dico che c'è bisogno di lavorare insieme e che c'è il totale e convinto sostegno a lui come presidente della Provincia.
Alla guida dell'ente sta ottenendo ottimi risultati».

Su questo specifico punto era intervenuta il consigliere provinciale Alessandra Sardellitti. Notando: «Un anno pandemico affrontato con forza ed orgoglio che ci ha portato ad aprire tutte le scuole della provincia di Frosinone il 14 settembre, dopo mesi di lavori per l'adeguamento Covid. Eppure dal partito di appartenenza del presidente Pompeo e dei due consiglieri con delega rispettivamente alla pubblica istruzione o all'edilizia scolastica, non una parola, non un incoraggiamento, non un grazie. È da queste mancanze che parte la mia riflessione sul disagio che si percepisce all'interno di un partito che dovrebbe fare della differenza di opinioni una ricchezza, delle diverse sensibilità un motivo di orgoglio e non un continuo motivo di scontro».

Nel suo appello all'unità Francesco De Angelis si rivolge sia alla corrente Base Riformista (della quale è leader Pompeo), sia anche all'interno della propria componente, Pensare Democratico. Quindi Francesco De Angelis sottolinea pure il ruolo del segretario provinciale Luca Fantini. Rileva: «Luca Fantini è stata la scelta giusta. Sta facendo benissimo, ringiovanendo il partito, anche a livello di classe dirigente. C'è il mio pieno sostegno ai giovani. Occorre "aprire" il Partito Democratico e renderlo più inclusivo e maggiormente attrattivo. Ma ribadisco: l'unità è il valore aggiunto». Ora, Francesco De Angelis in provincia di Frosinone è il leader per molti versi storico del maggior partito della sinistra italiana. Ha attraversato l'intera storia del Pci-Pds-Ds-Pd. Non c'è bisogno di interpretazioni autentiche per capire che la priorità in questo momento è quella di ribadire il sostegno di Pensare Democratico a Nicola Zingaretti. Evidentemente non è un passaggio automatico in tale fase. Non soltanto perle parole di Domenico Alfieri, ma probabilmente pure per delle fibrillazioni che si sono registrate nelle ultime settimane.

Domenico Alfieri, nel suo intervento, è pure intervenuto in appoggio al consigliere regionale Mauro Buschini. Spiegando: «Le sue dimissioni (ndr: da presidente del consiglio regionale), non dovute, sono state un atto di grande valore e insegnamento morale per tutti.
Con sgomento ho assistito ad uno sciacallaggio politico da parte di persone che non si capisce a che titolo si ergono a paladini morali. Non voglio giudicare la loro, di morale ad intermittenza, ma di certo parliamo di personaggi in cerca d'auto re, senza alcuna etica umana e politica. Dispiace ancora di più che chi per primo avrebbe dovuto sostenere Mauro e che Mauro ha sostenuto da sempre, lo ha "condannato" ancora prima di qualunque tipo di spiegazione e ricostruzione. Così come è andato in scena uno sciacallaggio basato su logiche staliniste e su presunte "veline" prive di ogni fondamento. In un vero partito ciò non accade.
Ma si sa: in politica, come nella vita, la riconoscenza è il sentimento della vigilia».

Mauro Buschini, come anche l'altro consigliere regionale Sara Battisti, sono esponenti che fanno riferimento a Pensare Democratico. Poi c'è il tema dei rapporti con Base Riformista di Antonio Pompeo.
Altrettanto importante. La riflessione di Alessandra Sardellitti è stata forte: «I cittadini ci giudicano, giustamente, su tutto, e temo che la scelta del silenzio e la mancanza di chiarezza, alla prima occasione ci verrà rinfacciata, e non solo dalle forze politiche opposte».

In autunno è in programma una stagione elettorale importante anche in provincia di Frosinone: sono 24 i Comuni che vanno al rinnovo, tra i quali Alatri e Sora.
Alatri è la roccaforte di Mauro Buschini: un Comune strategico quindi, anche nelle dinamiche dei Democrat.
Poi sono in programma pure le provinciali per l'elezione di 12 consiglieri. Un altro passaggio fondamentale. Ma soprattutto, fra tredici mesi, si voterà per il Comune capoluogo, dove il centrosinistra viene da due sconfitte consecutive. E dove, nel 2012, iniziò la fase critica di tutto il Pd provinciale.