Secondo le stime degli economisti dello Svimez e dell'Istituto Tagliacarne rischiano di chiudere definitivamente 73.000 imprese in Italia, quelle della classe dimensionale che va dai 5 ai 499 addetti.
E di queste, 17.500 sono del Centro Italia (Lazio, Umbria, Toscana e Marche). Un conto salatissimo: 20.000 imprese sono del Sud. Nel Nord l'impatto è minore ma comunque forte.

Da tempo esiste un problema del Centro, ma si fa finta di non vederlo. Certamente l'effetto della pandemia è stato devastante, ma occorre pure dire che il Covid ha colpito un tessuto già provato da una fragilità strutturale. Come per esempio in provincia di Frosinone. Il blocco dei licenziamenti finora ha evitato l'esplosione dei danni causati dall'emergenza sanitaria sul mondo del lavoro.

Ma prima o poi bisognerà fare i conti con la realtà. E la realtà della Ciociaria da anni è caratterizzata dalla totale mancanza di innovazione. Sul piano dell'organizzazione come su quello della produzione.

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