«Il generale della Finanza che fa le indagini sui 49 milioni della Lega lo abbiamo messo noi». È questa la frase che sta scatenando un putiferio attorno al sottosegretario all'Economia Claudio Durigon. Catturata con una telecamera nascosta, la frase è stata inserita in un servizio di Fanpage relativo proprio alla figura del coordinatore regionale della Lega.

Una frase per la quale il Movimento 5 Stelle, Leu e alcuni parlamentari del Partito democratico hanno chiesto le dimissioni immediate di Durigon. Il sottosegretario pontino, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di mollare e ieri ha fatto sapere di aver già dato mandato ai propri legali per presentare querele, in quanto quel che viene riportato nella video inchiesta sarebbe una diffamazione.

Il video incriminato
Ciò che sta creando guai a Claudio Durigon è quella frase pronunciata in una conversazione che è stata ripresa, probabilmente con un telefonino. Una registrazione che sarebbe avvenuta durante una cena con i responsabili di alcune società di formazione.
Nelle immagini si vede Durigon che confida di non preoccuparsi delle indagini della magistratura che riguardano il suo partito e la famosa vicenda dei 49 milioni di euro di fondi pubblici. «I tre commercialisti? Tutte cazzate» dice Durigon, senza sapere di essere ripreso, riferendosi evidentemente ad Alberto Di Rubba, Manzoni e Scillieri, i commercialisti legati al Carroccio arrestati nell'inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission. «Lascia perdere, sono i giornali, fidati di me», aggiunge. È in questo contesto che pronuncia la frase «lo abbiamo messo noi». Al che il suo interlocutore lo incalza: «Veramente? Ci sta lui che sta facendo le indagini? Proprio questo della Finanza?».
La risposta: "Shhh, dai». Inevitabile che si scatenasse il vespaio. Durigon, ha fatto sapere ieri, di essere serenissimo e di star lavorando come sempre. Fonti della Lega aggiungono che saranno presentate querele per diffamazione.

«Sono preoccupato per la vicenda del video? No, sono tranquillissimo - afferma Durigon - Sto lavorando - spiega il leghista-  sul dl Sostegni, posso dire che siamo a buon punto, lunedì avremo sicuramente una giornata impegnativa su quelle che potranno essere le varie approvazioni».

Lo scontro politico
È stato in particolare il Movimento 5 Stelle, ieri, a tenere banco con le richieste di chiarimento e di conseguenti dimissioni nei confronti di Durigon. I grillini hanno inondato le agenzie chiedendo appunto le dimissioni del sottosegretario all'Economia, ma non risulta che nessuno dei componenti del Governo indicati da M5S abbia a sua volta chiesto lumi nel corso del Consiglio dei ministri. Solo in serata il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha detto che «su vicende di questo tipo sarebbe opportuno un chiarimento». Non poteva mancare, poi, Matteo Salvini: «È una vicenda surreale. Il Movimento 5 Stelle vuole coprire la faccenda di Grillo», ha detto il leader della Lega. Mentre dalla Procura di Milano che segue le indagini sul caso dei 49 milioni della Lega, i Pm hanno ribadito «la piena fiducia nell'operato della Guardia di Finanza, la tempestività e puntualità degli accertamenti effettuati».

Il resto dell'inchiesta
Il resto della video-inchiesta di Fanpage si concentra poi sull'ascesa ai vertici della Lega di Claudio Durigon e dei rapporti tra il sindacato Ugl e il Carroccio. Molti fatti già emersi in passato, come le accuse degli ex dirigenti Ugl al sindacato o le amicizie di esponenti della Lega con l'ex presidente di Confartigianato Luciano Iannotta, finito agli arresti nell'ambito dell'operazione Dirty Glass.
Il sindacato Ugl da anni rappresenta una costola della Lega e nel Lazio è cosa risaputa, tanto che l'attuale segretario regionale del sindacato è anche il coordinatore comunale della Lega a Latina. Un rapporto benedetto a suo tempo proprio da Matteo Salvini. Fanpage, dal canto suo, annuncia altre puntate dell'inchiesta intitolata "Follow the money". Non finisce qui.