Assolutamente no. Non esiste». Così Sandra Spaziani sull'ipotesi di una sua candidatura a sindaco di Frosinone. L'indiscrezione circola in modo forte da giorni: il centrosinistra sta pensando anche ad opzioni alternative e quello di Sandra Spaziani è in ogni caso un nome molto conosciuto nel capoluogo.

Sessantasette anni compiuti lo scorso 23 febbraio, dal 1° marzo Sandra Spaziani è in pensione. Dopo un'intera vita passata nei reparti di terapia intensiva. È stata primario di Rianimazione del Fabrizio Spaziani di Frosinone. Ad ogni modo è chiarissimo come le elezioni comunali del capoluogo stiano monopolizzando il dibattito politico anche se sono in programma tra più di un anno. Cioè a giugno 2022. Sandra Spaziani ha chiuso la porta ad ogni possibile ipotesi. Però il solo fatto che il suo nome sia circolato è indicativo.

Il Partito Democratico e tutto il centrosinistra vengono da due sconfitte consecutive a Frosinone. Una terza debacle sarebbe ingestibile politicamente. Nel 2012, l'anno della prima vittoria di Nicola Ottaviani, si consumò la frattura tra Domenico Marzi e Michele Marini. Mentre nel 2017 Ottaviani venne confermato al primo turno. Con un Partito Democratico diviso e poco motivato, che non riuscì a supportare la candidatura di Fabrizio Cristofari. E peraltro non ci fu alcuna ricomposizione dei rapporti politici tra lo stesso Cristofari e Michele Marini.

La situazione attuale è di stallo da mesi. Nel senso che era stato Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico, a lanciare l'idea delle primarie. Non è un mistero che l'opzione di una candidatura a sindaco di Mauro Vicano sia sul tavolo da più di un anno. L'ex presidente della Saf e già manager della Asl, però, è concentrato sulla formazione di una coalizione di tipo civico. Non sganciata dai partiti del centrosinistra, ma in ogni caso autonoma. C'è però anche il tema dell'unità del Pd, che non c'è da diverso tempo nel capoluogo.
E le distanze politiche tra Pensare Democratico di Francesco De Angelis e Base Riformista di Antonio Pompeo sono complicate da colmare. Lo si è visto pure in altri Comuni. Proprio per questo probabilmente si era pensato all'opzione delle primarie, che non decolla.
Fra i nomi che circolano per la candidatura c'è quello di Andrea Turriziani, vicino all'area di Pompeo.

Il punto è che se il Pd non fa chiarezza al proprio interno, è complicato pensare ai passaggi successivi.
A cominciare, per esempio, dalle alleanze. Alleanze che in ogni caso vanno costruite perché certamente il centrosinistra non è quello di un tempo. Il rapporto tra i Democrat e i Socialisti non è mai stato in discussione nel capoluogo, ma va comunque riparametrato. E poi ci sono le altre realtà e i gruppi all'interno del consiglio comunale.

Sul versante del centrodestra, invece, Nicola Ottaviani (che non potrà essere candidato per il terzo mandato da sindaco) ha sempre ripetuto che non si può prescindere dalle primarie. I possibili candidati a sindaco sono diversi: gli assessori Riccardo Mastrangeli, Fabio Tagliaferri, Massimiliano Tagliaferri, Antonio Scaccia, il presidente del consiglio comunale Adriano Piacentini, il capogruppo della Lega Danilo Magliocchetti. Il punto è quello dell'unità della coalizione. Sotto questo punto di vista le primarie possono rappresentare un elemento importante, in grado di tenere unito il fronte della coalizione.

C'è però un aspetto che non può essere sottovalutato.
Nel senso che parliamo della candidatura a sindaco di un Comune capoluogo. Ragione per la quale la coalizione di centrodestra potrebbe decidere di affrontare l'argomento nell'ambito di un tavolo regionale. A quel punto sarebbero le segreterie politiche di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia a indicare la linea.
Il che non escluderebbe l'opzione che i livelli locali possano indicare loro un candidato, ma è evidente che bisognerà fare i conti con gli assetti e gli equilibri regionali.

Nicola Ottaviani è convinto che nel 2022 la sfida per la fascia tricolore del capoluogo si deciderà al ballottaggio.
Il che, tradotto dal politichese, vuol dire nella coalizioni potrebbero pure essere prese in considerazione delle fratture al primo turno.

Un discorso che vale per il centrosinistra, e in particolare per il Partito Democratico, ma anche per il centrodestra. Nei mesi scorsi c'erano state delle tensioni tra Lega e Fratelli d'Italia. Con il gruppo consiliare del partito di Giorgia Meloni che aveva chiesto una verifica di maggioranza. Richiesta mai presa inconsiderazione da Nicola Ottaviani, che è anche coordinatore provinciale della Lega. Oltre che sindaco del capoluogo.