A perturisti e chiusuristi. È la nuova frontiera dello scontro politico italiano, peraltro interno a quella che doveva essere la maggioranza a sostegno di un Governo di salvezza nazionale. Invece non è così. Sulla gestione della pandemia da ormai quindici mesi si consumano strategie elettorali e politiche. Questa è la realtà. Il Paese è allo stremo: ancora lontano dalla soglia di sicurezza sul piano sanitario e letteralmente "piegato" a livello economico. Mario Draghi è stato chiamato (dal Capo dello Stato Sergio Mattarella) per fare sostanzialmente due cose: la campagna di vaccinazione e l'intercettazione dei fondi del Recovery Plan.

Soltanto che fra questi due obiettivi c'è...la vita quotidiana. Quella delle persone normali: che piangono la scomparsa di persone care, che soffrono, che fanno i conti con la disperazione di chi non riesce a vedere il domani. Hanno tutti ragione. Ma non si può affrontare una tragedia del genere con la solita logica dei guelfi e dei ghibellini. Degli aperturisti e dei chiusuristi. Il 12 aprile l'Inghilterra ha riaperto, dopo un durissimo lockdown, con questi numeri: 2.389 contagi, 23 decessi e con il 60% della popolazione che aveva ricevuto almeno una dose di vaccino. Domani molte regioni italiane (tra le quali il Lazio) tornano in fascia gialla. E il sistema dei colori non è esattamente come un lockdown. 

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