S'infuoca l'aula consiliare. La seduta di ieri pomeriggio si è aperta discutendo la mozione di sfiducia, presentata dalla minoranza, nei confronti dell'assessore Massimo D'Orazio che ha scelto di non essere in aula «per favorire al massimo la sezione del consiglio».

Il consigliere di minoranza Diego Mancini ha sottolineato come la "concorsopoli" di Allumiere abbia coinvolto la città, piombata alla ribalta della cronaca nazionale. Mancini ha apprezzato la lealtà e la trasparenza dimostrata dall'ormai ex presidente del consiglio regionale Mauro Bruschini che si è dimesso per ragioni di trasparenza.

«Chiedevamo delle dimissioni spontanee all'assessore Massimo D'Orazio - ha detto Mancini - La mozione rappresenta un atto politico. Come uomo e come esponente politico non abbiamo alcun problema con D'Orazio, ma doveva fare un passo indietro».

«Ho riflettuto se accogliere e portare in Consiglio la mozione - ha spiegato il presidente dell'assise Stefano Vitale - perché la delega di assessore è strettamente legata al sindaco, la legge non prevedere la sfiducia in Consiglio di un assessore, ma non volevamo strumentalizzare il tema e l'abbiamo portato in assise».

Giudizio positivo da parte del sindaco e dell'intera maggioranza sull'operato di D'Orazio. Si è passati ai voti: la mozione è stata respinta. Intervento pungente quello della consigliera d'opposizione Debora Bovenga: «L'assessore D'Orazio non ha rappresentato maturità».
Ha definito naif il suo comportamento perché «non in grado di scindere la condizione personale da quella ideologica».

«Non volevamo presentare la mozione ha aggiunto ma abbiamo appreso dalla stampa che il sindaco non ha ricevuto una richiesta formale». Poi la Bovenga ha attaccato: «La minoranza voleva che fosse valutata l'opportunità che un assessore esterno potesse fare un passo indietro, ed è stata interpretata dal sindaco come una speculazione politica, come una bassezza.
La politica è comunicazione e le parole hanno un valore».

Bocciata pure la seconda mozione, presentata sempre dal gruppo "Un'altra Isola", che chiedeva la sospensione delle bollette del consorzio della Conca di Sora. Approvato, dalla sola maggioranza, un ordine del giorno teso ad andare in contro ai cittadini, come spiegato dal sindaco Quadrini.