Maurizio Gasparri attacca, Bruno Astorre risponde. Polemica politica incandescente sulla vicenda legata al concorso del Comune di Allumiere, dal cui elenco-idonei il consiglio regionale del Lazio e altri enti pubblici hanno proceduto a ventiquattro assunzioni definitive. Una vicenda che ha portato alle dimissioni da presidente del consiglio regionale del Lazio di Mauro Buschini. Il quale mercoledì 7 aprile, quando ha effettuato il passo indietro, ha sottolineato: «Non vivo questa scelta come una resa, né come una azione dettata da impulsività sotto la pressione delle polemiche di questi giorni, ma come un atto di amore verso questa istituzione, per aiutare a fare chiarezza e garantire prestigio al nostro consiglio ed al nostro lavoro». Fra le altre cose Maurizio Gasparri e Bruno Astorre potrebbero essere tra i possibili candidati alla presidenza della Regione Lazio quando si voterà.

L'affondo di Gasparri

Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e coordinatore degli "azzurri" a Roma, spiega a Ciociaria Oggi: «All'inizio questa vicenda si è caratterizzata per un assordante silenzio. Poi c'è stato il tentativo di provare a chiudere il discorso "sacrificando" il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini. Ma non può funzionare così. Non dal punto di vista politico. In passato ci sono state tantissime vicende che hanno riguardato i consigli regionali. E il sottoscritto è tra quelli che da sempre sostiene il fatto che la politica deve dare l'esempio. Intanto non capisco per quale motivo non si sia proceduto all'annullamento in autotutela di tutti gli atti di questa vicenda.

Comprese le assunzioni. Anni fa fece scalpore la questione delle "mutande verdi" del consiglio regionale del Piemonte, la vicenda che riguardò tra gli altri l'allora presidente della Regione Roberto Cota. Credo che anche questa vicenda che oggi investe la Regione Lazio debba essere analizzata e dibattuta seriamente. Parliamo di assunzioni di collaboratori fiduciari di esponenti di partito. Al di là degli aspetti procedurali (che in ogni caso meritano di essere controllati), c'è una evidente questione di opportunità politica. Non ci si può nascondere dietro un dito».

Aggiunge Maurizio Gasparri: «Intanto a mio parere dovrebbe dimettersi l'intero ufficio di presidenza. Ma sinceramente penso che dovrebbe dimettersi anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Fa sorridere la sua indignazione nei confronti di Mauro Buschini. Non scherziamo. Davvero si può pensare che tutte le responsabilità politiche debba prendersele Mauro Buschini, peraltro, a quanto mi risulta, tra i fedelissimi di Nicola Zingaretti?». Nota ancora Maurizio Gasparri: «Nicola Zingaretti è presidente della Regione Lazio ed ex segretario del Pd. È un politico insomma: faccia il politico.

Un leader politico si assume le responsabilità politiche anche per quello che è l'operato dei suoi collaboratori. Se davvero si vuole favorire un'operazione di chiarezza, allora si dimettano tutti: i membri dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale e anche il Governatore Zingaretti. Per il resto, vediamo cosa succede. Ci sono state delle denunce dei candidati esclusi, che saranno sentiti dai Carabinieri. Un aspetto che va approfondito». Continua Gasparri: «Ritengo che vadano approfonditi tutti gli aspetti. Ci sono per esempio 85 persona a pari merito, sull'ultimo gradino disponibile».

La replica di Astorre
Il senatore Bruno Astorre è il segretario regionale del Partito Democratico. Dichiara a Ciociaria Oggi: «Il senatore Gasparri chiede le dimissioni anche del Governatore Nicola Zingaretti? E per quale motivo? È un'inutile "boutade". Ci siamo abituati. Ho la sensazione che nelle analisi di Gasparri sulle situazioni che riguardano la Regione Lazio a prevalere sia sempre un malcelato rancore politico, che francamente non riesco a comprendere». Aggiunge Bruno Astorre: «Dobbiamo ringraziare Mauro Buschini per la grande lezione di serietà e trasparenza che ha dato. Dimettendosi da presidente del consiglio regionale. Non era un atto dovuto.

Ha dimostrato per l'ennesima volta di essere una persona seria e corretta. Mauro Buschini, per il bene di una comunità politica e delle istituzioni che ha sempre rappresentato con grande valore e onestà, ha fatto un passo indietro, per permettere che venga chiarita la vicenda concorsi. Le sue dimissioni non devono essere viste come una resa, ma esprimono al meglio l'amore verso le nostre istituzioni. Il suo è un gesto coraggioso che denota un alto rispetto per il Consiglio regionale. Si è dimesso per permettere che una commissione Trasparenza, da lui proposta, possa approfondire la vicenda delle assunzioni dei dipendenti, in totale imparzialità. Un gesto che non sarà dimenticato».

La lettera di Buschini
Il giorno delle dimissioni Mauro Buschini ha scritto una lettera ai consiglieri regionali. Nella quale si legge tra l'altro: «Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da presidente per garantire al mio successore di nominare in piena autonomia i membri della Commissione trasparenza che ho fortemente voluto e che, sono sicuro, farà luce sulla vicenda. È una decisione che ho maturato per la passione e la serietà con la quale ho ricoperto il mio ruolo e che ho deciso di prendere per il rispetto massimo che nutro per le istituzioni, i miei colleghi e i cittadini che da anni mi conoscono per la serietà e concretezza e che negli ultimi giorni mi esprimono il loro sostegno. Continuerò con lo stesso entusiasmo di sempre a rappresentare le istanze dei cittadini e cercare di dare risposte alle aspettative di un territorio, al quale mi lega un profondo sentimento di amore».