La sollecitazione a dimettersi rivolta dall'opposizione all'assessore Massimo D'Orazio cade nel vuoto. Almeno per ora. «Io non ho ricevuto alcuna richiesta», taglia corto il sindaco Massimiliano Quadrini.
E in effetti i consiglieri di minoranza Diego Mancini, Antonella Di Pucchio, Gianni Scala, Maria Debora Bovenga e Mauro Tomaselli non l'hanno ancora formalizzata. L'hanno però annunciata.

Il capogruppo Mancini l'ha motivata così: «Innanzi tutto per ragioni di trasparenza, le stesse che sostiene Buschini nella sua lettera in cui annuncia le dimissioni».
Il giovane assessore esterno, titolare delle deleghe alla cultura, ai rapporti con la Regione Lazio e ai finanziamenti europei, è tra i nove assunti al Comune di Guidonia in forza della graduatoria stilata dopo il concorso da un altra amministrazione, quella di Allumiere.

Una trentina di assunzioni in tutto, in molti casi di persone vicine al Pd, che hanno fatto gridare allo scandalo e indotto il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini a rassegnare le dimissioni. D'Orazio lo seguirà? Per ora l'interessato non parla. E il sindaco lo difende.

La richiesta di revocargli le deleghe assessorili? «Strumentalizzazione politica, bassezze», la liquida il primo cittadino. Che argomenta: «Se mi arriverà una richiesta formale allora la valuterò. E risponderò».
Ma avverte la minoranza: «Per me nella procedura non c'è nulla di anormale. Semmai è un fatto politico sul quale non mi sento d'intervenire. La nostra maggioranza è ultracompatta, stiamo lavorando come sempre in maniera unita, lasciamo agli altri questo modo di fare politica. Sulla vicenda nessuno ha sollevato problemi in maggioranza o chiesto chiarimenti, nemmeno in informalmente».

Quanto alle dimissioni rassegnate di Buschini, Quadrini dice: «Si è assunto l'onere di una responsabilità di tipo politico, perché sotto l'aspetto formale è tutto regolare.
Mauro ha un'etica politica, come si evince dalla sua lettera di dimissioni. Per questo gli ho espresso la mia solidarietà, il mio apprezzamento; avrebbe potuto benissimo restare al suo posto e nessuno gli avrebbe detto nulla. Ma lui è un uomo che fa una politica sana.
Per questo ha lasciato la presidenza del consiglio regionale. In questa chiave, ho molto apprezzato il suo gesto».

Quindi nessuna ripercussione sulla giunta isolana? «Lo escludo - afferma il sindaco Quadrini - Non ci sono i presupposti, non c'è alcun motivo per un rimpasto.
Andiamo avanti compatti».