Un terremoto. La notizia delle dimissioni da presidente del consiglio regionale di Mauro Buschini scuotono il Pd provinciale. I fedelissimi di Pensare Democratico alzano gli scudi, gli "avversari" di Base Riformista fanno prevalere la cautela. Nessuno affonda il colpo. Non in questa fase. Ma tutti sono consapevoli che la resa dei conti tra le "correnti" è già in atto.

Il silenziatore di Pompeo
Il presidente della Provincia, referente di Base Riformista, scrive immediatamente sulla chat dell'area politica. Il messaggio è inequivocabile: «Chiedo sin da ora di evitare qualsiasi esternazione sui social o sui giornali circa i fatti che stanno riguardando la Regione».
Poi sottolinea: «Non preoccupiamoci di ciò che avrebbero fatto o che hanno già fatto altri al posto nostro, anche contro la mia persona». Quindi il "post scriptum": «Vi chiedo solo di leggere e non aprire una discussione su questo messaggio». Poi Antonio Pompeo affida ad una nota la posizione politica. Rilevando: «Pur da posizioni spesso differenti all'interno del nostro partito, a volte opposte, che rappresentano comunque l'essen za stessa del confronto democratico, sono fermamente convinto che il rispetto delle persone viene prima di tutto e che sono altri gli ambiti nei quali portare la discussione. Il mio augurio che Mauro possa chiarire la vicenda nella certezza che nonfarà comunque mancare il suo impegno da consigliere regionale per la provincia di Frosinone».

La difesa di Fantini
Il segretario provinciale dei Dem Luca Fantini è uno dei fedelissimi di Buschini. Afferma: «Le dimissioni del presidente del consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini, assolutamente non dovute, rappresentano un grande gesto di trasparenza e di amore verso le istituzioni. La volontà è quella di far chiarezza nel minor tempo possibile sulla vicenda delle assunzioni in Consiglio regionale, avvenuta attraverso una procedura regolare ma che, negli organi di informazione, ha suscitato polemiche per la vicinanza di alcuni neo assunti al Pd, alla Lega e al Movimento Cinque Stelle.
Bene ha fatto a proporre l'istituzione di una commissione preposta per chiarire ulteriormente ogni particolare legato a questa vicenda».

De Angelis e Battisti
Francesco De Angelis è il mentore politico di Buschini. Non credeva al passo indietro fino a qualche giorno fa. Poi però la situazione è cambiata. Il presidente dell'Asi considera il gesto di Buschini «rispettoso delle istituzioni». Aggiunge: «Oltre che un grande senso di responsabilità». Poi mette in campo la mozione degli affetti. Nota: «Conosco Mauro praticamente da sempre.
Conosco la sua grande passioneper la politicae lo spirito di servizio nei confronti dei cittadini e della nostra comunità. Il suo è stato un impegno assiduo e costante, nell'esclusivo interesse della popolazione del Lazio.
Un impegno che proseguirà con la stessa dedizione nel suo ruolo di consigliereregionale». Sara Battisti, consigliere regionale del Pd, ringrazia Buschini «per il lavoro svolto da presidente del consiglio regionale». Rileva: «Voglio ringraziare Mauro Buschini per il lavoro svolto da presidente del consiglio regionale. Ha diretto l'aula con spirito di servizio e imparzialità, come la sua figura richiedeva. L'ultimo anno è stato un anno difficile: governare la sede legislativa regionale in una situazione di emergenza come quella che abbiamo vissuto con il Covid, nell'ambito di una serie di procedure consiliari nuove e mai adottate prima, era complicato, ma Mauro ha saputo portare in aula le istanze che provengono dai cittadini». Aggiunge: «Con il suo gesto ha dimostrato senso di responsabilità verso tutta l'istituzione. Sarà la commissione trasparenza che sarà costituita a verificare che le procedure concorsuali siano state svolte a norma di legge, cosa di cui sono certa». Ogni parola è soppesata con estrema cautela, da tutti i big.

Il fuoco sotto la cenere
Ma è sui social network che si misura la reale temperatura all'interno del Pd provinciale. Frusinate in particolare. Tutto si consuma nel tardo pomeriggio di martedì 6 aprile. Prima delle dimissioni di Mauro Buschini. Prima anche dell'invito alla massima cautela da parte di Pompeo alla componente Base Riformista. È una riflessione di Alessandra Sardellitti sui social network a rompere la tregua. Anche se il consigliere provinciale e comunale di Frosinone (schierata nell'area Base Riformista di Pompeo) aveva esternato nel profilo privato del suo sito. Ma dopo pochi minuti quelle riflessioni avevano fatto il giro dell'intero partito. La Sardellitti, a proposito anche delle vicende che hanno portato alle dimissioni di Mauro Buschini da presidente del consiglio regionale, aveva scritto: «Ancora silenzio, silenzio assordante. Le competenti sedi non parlano. Nessuno si espone. Vietato ogni riferimento a persone, cose o fatti. Ma io sono libera. Libera di pensare, libera di criticare, libera di essere criticata». E ancora: «La mia famiglia, i miei studi, la mia professione, i miei sacrifici, le mie tasse mi rendono terribilmente libera di volere il meglio ovunque, di pretendere il meglio ovunque. Scusate ma io non riesco ad essere diversa».

In pochi minuti si è scatenato il pandemonio e secondo i bene informati il "post" è stato inviato a tempo di record al senatore Bruno Astorre, segretario regionale del Pd.
A strettissimo giro è arrivata la risposta di Angelo Pizzutelli, capogruppo del Pd al Comune di Frosinone.
Da anni tra Pizzutelli e Sardellitti il "gelo" è totale. Dopo che i due si erano presentati in "ticket" alle elezioni comunali del 2017. Poi la frattura. Profonda e insanabile. Da tempo nemmeno si salutano. Angelo Pizzutelli scrive che lui ha sempre criticato «movimenti e schieramenti politici» quando c'era da farlo. Aggiungendo: «Ma sempre con cognizione logica e di causa, con la testa, mai sciacallando in pubblico o sostituendomi alla giustizia, ergendomi a Robin Hood de' noantri, magari per strappare qualche like o condivisione agli occhi della gente che si nutredi social».

Poi Angelo Pizzutelli afferma: «Auguro ed auspico vivamente di non trovarmi in competizioni future a dover condividere spazi, obiettivi e strategie con persone del genere. Se ci saranno loro non ci sarò io». È una spaccatura enorme, destinata a pesare non poco anche sulle future strategie relative alle elezioni comunali di Frosinone, che rappresenteranno uno snodo decisivo per il centrosinistra e per il Pd. Le polemiche a distanza tra Alessandra Sardellitti e Angelo Pizzutelli in realtà rappresentano la punta dell'iceberg di un malumore molto estesonella base e nei circoli del Pd. Un malumore che investe i rapporti tra le "correnti". Mai una tregua, mai una sintesi, mai un punto d'incontro. Alle ultime comunali di Ceccano e Pontecorvo il Pd è andato spaccato. Nella città fabraterna addirittura non c'era il simbolo sulla scheda. Infine, nessuno pensa mai davvero ad un passo indietro che potrebbe liberare il campo e favorire una discussione vera. A nessun livello. Le dimissioni di Buschini da presidente del consiglio regionale rappresentano l'eccezione. Non la regola.