«Un intervento autorevole. Un'analisi lucida e puntuale. Come al solito Luciano Gatti si conferma figura di altissimo spessore all'interno dello schieramento di centrosinistra: le sue considerazioni non possono passare sotto silenzio e devono aprire uno spazio di discussione reale perché rientrano appieno in quell'idea di Pd nuovo che aspettiamo con ansia».

Antonio Pompeo interviene in merito alle dichiarazioni di Luciano Gatti a Ciociaria Oggi. Ricordiamo che Gatti, dopo decenni di militanza nel Pci-Pds-Ds-Pd, ha ora aderito ad Azione di Carlo Calenda.

Pompeo, referente provinciale di Base Riformista (l'area degli ex renziani), spiega: «Un partito nuovo per il quale abbiamo dato la nostra più ampia disponibilità a lavorare e che rappresenta la traduzione sui territori di quanto indicato da Enrico Letta».

Poi argomenta: «Se un leader storico del Pd, uno dei suoi fondatori in questa provincia si è allontanato, ha provato più volte a riavvicinarsi inutilmente, e poi ha deciso di ripartire da un'altra formazione, dobbiamo considerarla una sconfitta che chiama in causa tutti.
Ma le sconfitte possono anche fare bene, a patto che se ne prenda atto e si faccia tesoro degli errori commessi. Se ancora oggi, però, anche da chi sta fuori dal nostro partito, si percepisce che la linea non cambia, che gli sbagli che ci hanno fatto perdere consensi sono ancora tutti lì, presenti, vuol dire che non siamo sulla strada giusta. Per questo non siamo degli alieni quando rivendichiamo un cambio di passo, lo facciamo perché ci sono difficoltà oggettive ed evidenti a tutti, che non si possono continuare ad ignorare. Aggiungo che andrebbero recuperati anche tanti che hanno dato tutto al partito e che da tempo sono tenuti ai margini».

Continua: «Quello disegnato da Gatti è il centrosinistra del quale abbiamo bisogno: uno schieramento ampio, senza veti, con aperture di larga prospettiva, al civismo, a forze moderate e che si deve preparare a dialogare con un M5S a guida Conte, che non è quello conosciuto fino ad oggi. L'esatto opposto di quanto è accaduto nell'ultimo periodo, che ha determinato la crisi interna del Pd e le dimissioni di Zingaretti. Uno schieramento che deve partire dai temi. Non si può non essere d'accordo con Luciano quando parla di svolta green, che non è solo tutela dell'ambiente ma anche nuova economia, nuovo sviluppo, che crea lavoro e che ha bisogno di nuova formazione e dunque di ripensare anche il sistema scolastico.

Da qui il mio appello al centrosinistra nuovo della provincia di Frosinone: apriamo un tavolo di confronto sulla transizione ecologica, immaginiamo un nuovo futuro per questa terra, avviciniamo le persone con le idee giuste e con la buona amministrazione, lontana dagli accordicchi sottobanco e da pratiche e comportamenti che appartengono al passato che alimentano solo l'antipolitica».

Rileva ancora Pompeo: «È una vera e propria sfida quella lanciata da Luciano Gatti, che è rivolta a noi, al Pd, alla quale mi sento di rispondere presente e vorrei che facesse altrettanto il mio partito, evidenziando che non può esserci svolta a livello nazionale, se non c'è anche a livello locale. Non può andare: il tempo dell'inverno del Pd deve lasciare spazio alla primavera delle idee e della partecipazione della nostra comunità nel suo insieme. Infine, Luciano tocca un tema a me caro, quello di essere lo schieramento che si occupa dei cittadini con i fatti e non con le semplici affermazioni. Come fanno gli amministratori locali.
Noi amministratori per esempio, sotto silenzio, abbiamo difeso gli utenti sulla tariffa idrica neutralizzando gli aumenti. Lo abbiamo fatto da soli. Anche su questo aspetto serve discontinuità. Non possiamo continuare a dire che va tutto bene».