Terremoto politico a Sora e aria di commissariamento. La maggioranza De Donatis, per la seconda volta consecutiva in questo mese di marzo, non ha i numeri in consiglio comunale e il sindaco, adirato per l'assenza dei suoi consiglieri, decide di annunciare le dimissioni.

Verranno protocollate lunedì, dato che ieri la segretaria generale dell'ente era in smart working, con la quale il sindaco vorrà prima formalizzare alcuni aspetti amministrativi. De Donatis ha spiegato che alla lettera di dimissioni allegherà una nota con la quale approfondirà gli aspetti politici. Una volta protocollate le dimissioni, il sindaco avrà venti giorni di tempo per ripensarci, dopo di che il Comune verrà commissariato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'assenza in collegamento con l'aula dei consiglieri di maggioranza Alessandro Mosticone, Floriana De Donatis e Francesco De Gasperis che non hanno risposto all'appello insieme a gran parte della minoranza; soltanto la consigliera d'opposizione Maria Paola D'Orazio ha risposto «presente».

Dure le parole del sindaco prima che il presidente dell'assise, Antonio Lecce, sciogliesse la seduta con soli sette presenti. «È un fatto di dignità innanzitutto politica quello di prendere atto che nemmeno problematiche gravissime per la città e per tutto il pianeta, quali sono quelle che stiamo vivendo, non sortiscano l'effetto di tirare fuori quel senso di responsabilità in chi amministra la cosa pubblica.
Non mi riferisco solamente ai giochini da prima Repubblica di una minoranza partecipativa solo a chiacchiere, perché c'è chi produce interrogazioni forbite che poi, nel momento in cui il sindaco comunica (De Donatis fa riferimento alle comunicazioni fatte sul cimitero comunale in apertura dei lavori del Consiglio, ndr) e spiega qual è la problematica connessa a un appalto che nasce proprio laddove qualcuno oggi si assenta, assistiamo ad un triste spettacolo.

Interrogazioni, e poi nel momento in cui si comunica, nessuna richiesta di chiarimento; è sterile anche il lavoro di chi si oppone quando si nasconde dietro uno schermo - aggiunge parlando della sua maggioranza - Questo è disdicevole poiché la responsabilità di una parte di quell'operato è anche la mia che li ho portati in Consiglio. Ritengo doveroso - conclude - rimettere da questa mattina le mie dimissioni secondo quelle che sono le leggi e le regole del testo unico degli enti locali».

De Donatis spiega che si è connesso da casa, posto dove «qualcuno mi vorrebbe far restare», e ribadisce che vuole onorare la città di Sora continuando a lavorare. «Nel momento in cui questo lavoro mi viene reso impossibile dai comportamenti di piccoli personaggi che vogliono assurgere a ruoli da protagonista, mi vedo costretto a prenderne atto e a fare questo gesto per il bene della città. Meglio un commissario che forse non ha il simbolo di Sora impresso nel cuore, meglio un burocrate che un'amministrazione che non può fare il bene della comunità che lo ha eletto. Grazie a tutti».