Le elezioni comunali vanno verso lo slittamento al 10-11 ottobre. Nella giornata di oggi il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto legge che rinvia le consultazioni previste a primavera.

Il peggioramento della pandemia da coronavirus potrebbe portare presto, già la settimana prossima, ad un inasprimento delle misure di contenimento, e dunque non è possibile, nell'analisi del Governo, far svolgere la campagna elettorale in questa condizione.

Oltretutto, nelle prossime settimane, entra nel vivo la parte più importante della campagna vaccinale. Dunque il voto slitta. La data dovrebbe essere quella del 10-11 ottobre con un election day che metterà insieme le amministrative e le regionali in Calabria.

In provincia di Frosinone sono 22 i centri chiamati alle urne. Alatri e Sora in prima fila. Ma si voterà anche ad Acquafondata, Alvito, Casalattico, Castrocielo, Castro dei Volsci, Collepardo, Esperia, Fumone, Monte San Giovanni Campano, Pastena, Roccasecca, Sgurgola, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trivigliano, Vallecorsa, Vicalvi, Viticuso.

Con il rinvio delle elezioni in autunno, è evidente che sindaci, giunte e consiglieri resterebbero in carica per quattro o cinque mesi in più. E questo costringerebbe coalizioni, partiti e liste civiche a rimodulare sia i tempi che le strategie della campagna elettorale.

Poi ci sono le provinciali. Visto che le elezioni vanno convocate entro i 60 giorni successivi al turno delle comunali, vuol dire che i 12 consiglieri resterebbero in carica per ulteriori otto mesi. E anche in questo caso le carte sarebbero sparigliate in maniera sostanziale.

Ma nella politica ai tempi della pandemia scenari del genere devono essere messi in conto. Intanto il Gruppo di lavoro, istituito al ministero dell'Interno – su indicazione del ministro Lamorgese – e composto da rappresentanti del ministero dell'Istruzione, dell'Anci e dall'Upi, per l'individuazione d'immobili da destinare al funzionamento dei seggi elettorali in alternativa all'ordinario utilizzo di strutture scolastiche, ha approvato il documento che indica i requisiti che devono essere osservati per la costituzione della "sala delle elezioni" (cioè dei locali all'interno dei quali saranno costituiti i seggi) e per l'individuazione dei fabbricati che ospiteranno i seggi, allo scopo di assicurare un agevole accesso e deflusso degli elettori, l'adeguato allestimento delle cabine e la vigilanza da parte delle Forze dell'ordine.

Attualmente, sul territorio nazionale l'88% dei 61.562 seggi elettorali si trova all'interno di edifici scolastici. In particolare, sono edifici destinati alla didattica il 75% circa dei fabbricati che ospitano uno o più seggi. Con il documento approvato s'intende dare nuovo impulso all'iniziativa avviata l'anno scorso in occasione del turno di consultazioni elettorali del 20 e 21 settembre 2020, che ha consentito lo spostamento in sedi diverse dagli edifici scolatici di 1.464 sezioni elettorali distribuite in 471 Comuni.

Il Gruppo di lavoro ha indicato in via esemplificativa alcuni tipi di edifici che potrebbero ospitare sezioni elettorali, rispetto ai quali i Comuni interessati dovranno verificare l'idoneità e il rispetto dei requisiti indicati.
Questi edifici sono, per esempio, uffici comunali e sale consiliari; biblioteche e sale di lettura; palestre e impianti sportivi, comprese le palestre scolastiche, se il loro uso come seggio non impedisca l'attività didattica.
Altri fabbricati indicati possono essere centri e impianti polifunzionali; circoli ricreativi e sportivi; locali dopolavoristici; spazi espositivi e fieristici; ludoteche; ambulatori e altre strutture non più a uso sanitario; spazi non più adibiti a mercati coperti.