Sempre più probabile il rinvio in autunno (più ottobre che settembre) delle elezioni comunali della prossima primavera. Anche e soprattutto in considerazione della situazione legata alla pandemia. Poi bisogna sempre tenere presente che il Capo dello Stato Sergio Mattarella, in occasione dell'ultima crisi di governo, aveva messo in guardia sui rischi di tornare al voto per le consultazioni politiche in piena pandemia.

E se il ragionamento vale per le politiche, allora le identiche considerazioni si farebbero per le amministrative. Quest'anno le comunali coinvolgono 5 delle 6 città più grandi del Paese: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna. E anche Comuni come Salerno, Trieste, Benevento e Ravenna. In provincia di Frosinone sono 22 i centri chiamati alle urne. Alatri e Sora in prima fila. Ma si voterà anche ad Acquafondata, Alvito, Casalattico, Castrocielo, Castro dei Volsci, Collepardo, Esperia, Fumone, Monte San Giovanni Campano, Pastena, Roccasecca, Sgurgola, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trivigliano, Vallecorsa, Vicalvi, Viticuso.

Insomma, una tornata elettorale importante. Ma è chiaro che a questo punto tutti i partiti stanno facendo i conti con l'opzione di un rinvio in autunno. Se così dovesse essere, come del resto già successo lo scorso anno, ci sarebbe una campagna elettorale in estate. Ma soprattutto cinque mesi in più di mandato per sindaci e consiglieri. Il che va analizzato contestualmente a due fattori altrettanto importanti. Il primo è quello delle accelerazioni che caratterizzano oggi la politica nazionale e locale. Il secondo attiene invece proprio al quadro della pandemia.

Nel settembre 2020, specialmente per quanto riguarda le regionali, la gestione dell'emergenza legata al Covid-19 fece la differenza. In provincia di Frosinone tutti i partiti stanno lavorando ad un piano B. Sul versante del centrodestra un eventuale rinvio potrebbe dare alle forze politiche la possibilità di avviare davvero una stagione di confronto che finora è rimasta bloccata.

Sia la Lega che Fratelli d'Italia hanno da poco cambiato i responsabili politici provinciali. Alla guida del Carroccio c'è il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, mentre al timone di Fratelli d'Italia è arrivato il senatore Massimo Ruspandini. Finora i due non hanno avuto molte occasioni per confrontarsi. Cinque mesi in più costituirebbero un'opportunità. Anche perché a livello nazionale il quadro è mutato e non di poco. Con la Lega che sostiene il Governo di Mario Draghi e Fratelli d'Italia all'opposizione. Si continua a ripetere che a livello locale non cambia nulla, ma tutti sanno che non è proprio così.

C'è poi da considerare la posizione di Forza Italia, intenzionata a recitare da protagonista. Con i tre subcommissari provinciali, Daniele Natalia, Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli, impegnati sull'intero fronte. Ma negli "azzurri" c'è anche l'area di Gianluca Quadrini e Gioacchino Ferdinandi. Finora, al di là delle intenzioni, non ci sono state iniziative ufficiali di ricomposizione di un quadro unitario. Inoltre il centrodestra ha faticato a trovare delle sintesi, anche per quanto riguarda Alatri e Sora.

Il Partito Democratico preferirebbe votare subito, ma dovrà fare i conti con quelle che saranno le decisioni definitive sulla data delle elezioni. Nel frattempo resta sul tavolo anche la questione delle alleanze. La strada indicata dal segretario Nicola Zingaretti è quella di intese con Movimento Cinque Stelle e Leu. Ma nei territori bisognerà pure vedere la posizione di Italia Viva. Infine, le elezioni provinciali per il rinnovo dei 12 consiglieri. Dovranno tenersi entro sessanta giorni dalle comunali. La conseguenza è ovvia: i consiglieri resterebbero al loro posto fino al termine del 2021.