Dai banchi dell'opposizione il consigliere Augusto Vinciguerra traccia un profilo sano del Pd sorano, parla di un partito che sta crescendo e che, in vista delle prossime elezioni comunali, cerca di aggregare forze civiche per allargare la coalizione.

E lancia un appello sui prossimi candidati che sa di monito: «È arrivato il momento che alla carica di consigliere comunale inizi a candidarsi gente qualificata, che studi, che legga e che lavori». L'abbiamo intervistato.

Nella prossima campagna elettorale si ricandiderà a sindaco?
«Domanda difficile e complessa. Non abbandono sicuramente il campo politico, anche perché cinque anni in amministrazione hanno maturato in me una certa esperienza e consapevolezza che Sora ha bisogno di persone in gamba. Certamente farò un passo indietro, ma posso dire che nelle mie liste del 2016 c'erano persone preparate, professionisti e giovani con stoffa che coinvolgerò nuovamente».

Allora la vedremo come candidato consigliere nella lista del Pd?
«Non proprio, forse starò in qualche realtà molto vicina al Pd. Sicuramente darò una mano nel comporre una lista sempre legata alla mia storia, al mondo del centrosinistra. Se il Pd mi chiederà aiuto non mi tirerò indietro e favorirò il fatto che in campo scenda un lista forte. Non è certo che mi candiderò, ma in ogni caso non me ne starò alla finestra, mi impegnerò nella campagna elettorale, sarò parte attiva, ma non so ancora in che ruolo».

Sora ha bisogno di un sindaco che...
«Abbia una bella squadra, intelligente, professionalmente valida. Significa che non è più possibile avere la situazione che abbiamo avuto finora, in cui la squadra è stata perdente e per questo ho preso le distanze passando all'opposizione».

Boccia l'idea di un De Donatis bis?
«Il sindaco ha vinto al ballottaggio del 2016 grazie ai miei voti. Non ce l'ho tanto con lui, che è una bravissima persona, ma è proprio la squadra che non ha funzionato. Puoi avere anche il miglior allenatore del mondo, ma se la squadra non lavora, non funziona neanche il sindaco; per questo ho abbandonato la maggioranza. Trovo poi davvero assurdo assistere oggi alla "fuga" dei consiglieri da quella piattaforma civica».

Il caso dello spostamento della stele dedicata a Filippo Corridoni agita la politica sorana. Lei da che parte sta?
«Nessuno vuole nascondere un fatto storico, ma da tesserato del Pd esprimo tutta la mia solidarietà alla sinistra che è scesa anche in piazza con dei presidi.
Quella stele storicamente ha avuto il suo tempo ed è impensabile ricollocarla oggi sotto la cattedrale. Sta comunque nel parco Valente, un luogo sempre centrale della città. Per me sta bene dove sta. La destra sta facendo tanto clamore per nulla, anzi la vedo come un'attività pre elettorale».