Dopo le polemiche sui social. Dopo le incessanti richieste di dimissioni, il caso del post condiviso dal consigliere Marco Ferrara con un fotomontaggio del cancello del campo di concentramento di Auschwitz con un messaggio associato alla campagna di vaccinazione anti-Covid, è stato oggetto, ma non troppo, del question time di ieri. Chi si aspettava un dibattito ampio è rimasto deluso.

A sollevare la questione è stato, dopo oltre un'ora di discussione, il consigliere Daniele Riggi che, in maniera pacata, ha espresso le proprie doglianze e la propria delusione per quanto successo e ha auspicato il non ripetersi di questi episodi che hanno fatto balzare alle cronache nazionali la città di Frosinone.

Meno pacata è stata il consigliere dem Alessandra Sardellitti che, dopo aver censurato il comportamento di Ferrara e dopo averne anche apprezzato le scuse, si è scagliata, invece, contro quei «leoni da tastiera che hanno imperversato per giorni su Facebook con toni anche sopra le righe, salvo poi nascondersi in Consiglio comunale che era l'unica sede deputata a discutere di questo fatto in ragione soprattutto della carica del consigliere. Una ipocrisia che mi sento di condannare e che ho rilevato anche quando si è sviluppato il dibattito sulla costruenda moschea in città. In quel caso non ho notato la stessa levata di scudi dei soliti leoni da tastiera nei confronti di chi, tra i quali c'era anche il consigliere Ferrara, stava raccogliendo le firme per impedire la costruzione del luogo di culto».

Da parte sua Marco Ferrara ha ribadito le proprie scuse per quanto accaduto domenica scorsa: «La velocità di condivisione dei post sui social non mi ha consentito di riflettere adeguatamente, ero troppo concentrato sulla problematica dei vaccini e sulla mia battaglia politica a tutela dei diritti di coloro che non si vogliono vaccinare con i nuovi vaccini anti-Covid19, al punto che ho avuto alcuni attimi di scarsa lucidità. Chiedo scusa a tutta la comunità ebraica per non aver vissuto in quei momenti l'immane tragedia della Shoah e riconosco di avere commesso un errore. Gli esseri umani possono commettere degli sbagli, in modo ingenuo e stupido.
Quando, però, essi sono in buona fede si accorgono subito di avere commesso un errore ed intervengono, poi riflettono ancora e si correggono ulteriormente cercando di rimediare, attraverso un processo di miglioramento interiore che porta poi a compiere delle azioni sagge che creano valore e pace.

Domenica scorsa io ho fatto esattamente ciò che ho appena descritto: dopo avere commesso un enorme sbaglio, infatti, non ho perseverato nel mio errore dato che ho rimosso quel post che avevo condiviso su Facebook dopo pochi minuti dalla sua pubblicazione, dopo aver visto i primi commenti di alcune persone che erano contrariate e che contestavano quel mio post muto. Nel corso delle ore mi sono reso sempre di più conto delle conseguenze del post che avevo condiviso.
Pur non volendolo stavo facendo infatti soffrire tante persone, le quali si stavano anche offendendo. A quel punto ho capito che dovevo chiedere scusa a tutta Italia e l'ho fatto. Adesso sento il bisogno di chiedere nuovamente scusa alla Comunità ebraica mondiale. Chi mi conosce bene sa che sono una persona dal cuore buono e non ha difficoltà a confermare la mia buona fede con riguardo a questo spiacevole episodio».

Per il resto, durante il question time sono emersi un paio di spunti interessanti. Il centro sportivo comunale di corso Lazio, a breve, potrebbe essere interessato da un procedura di project financing per la realizzazione di campi di calcetto e di padel oltre alla valorizzazione di quanto già esistente e la giunta, ieri sera, ha esaminato il regolamento per l'uso di fototrappole per stanare coloro che indiscriminatamente gettano rifiuti ovunque in città.

Il settore Ambiente, tra l'altro, ha provveduto di recente ad acquistare gli apparati tecnologici da installare per colpire chi è più allergico a fare la raccolta differenziata.