Tutti uniti parlando una sola lingua per il bene del Santissima Trinità. La commissione sanità del Comune di Sora, riunita lo scorso 16 novembre per affrontare l'emergenza Covid-19 e discutere del diffuso malcontento rispetto all'efficienza dei servizi ospedalieri e territoriali, ha messo nero su bianco le richieste da presentarle alla Asl.

Presenti all'incontro in videoconferenza il sindaco Roberto De Donatis, il presidente della commissione Augusto Vinciguerra, la vice Maria Paola D'Orazio, la consigliera Floriana De Donatis, il consigliere regionale Loreto Marcelli, i membri tecnici della commissione Anselmo Cioffi, Carlo Recchia e Maria Paola Gemmiti.
Presenti inoltre i consiglieri comunali Serena Petricca, Luca Di Stefano e Massimiliano Bruni.

"L'ordinanza regionale del 5 novembre scorso ha ridefinito la rete ospedaliera della provincia di Frosinone con incremento dei posti letto nei presidi ospedalieri di Frosinone e Cassino, definiti ospedali Covid-19. Il provvedimento è stato recepito e attuato dalla Asl di Frosinone con delibera del 11 novembre  - scrive il presidente Vinciguerra - Dalla lettura dei documenti si evince facilmente la mancanza di progetti valorizzanti la struttura ospedaliera del SS. Trinità. In particolar modo sembra non considerarsi che la diagnosi di Covid non è sempre evidente ed immediata ed i pazienti tendono con più affezione a chiedere aiuto al pronto soccorso della propria città. Sia i consiglieri comunali che i membri della commissione hanno denunciato la condizione di evidente sovraffollamento e promiscuità del pronto soccorso con il successivo grave rischio di contagio fra i pazienti. Tutto ciò in conseguenza di spazi che riescono con difficoltà a tenere separati percorsi Covid da percorsi "puliti" quali il nostro nosocomio è stato dedicato».

Da qui le richieste della commissione sanità: "Si è convenuto di prospettare la realizzazione e apertura di un vero e proprio reparto di medicina d'urgenza già previsto nell'atto aziendale ultimo, con 10 posti letto, oggi in emergenza pandemica rimodulabili a 15. Va inoltre previsto uno spazio Covid per i pazienti comunque positivi diagnosticati in pronto soccorso e dei reparti di degenza in attesa di trasferimento in ospedali Covid".

Vinciguerra ha poi aggiunto che la definizione di ospedale "no Covid" dovrebbe incoraggiare un'immediata operatività medico-chirurgica potenziata e allargata alle altre unità operative provinciali con percorsi dedicati. "Un ospedale vocato all'oncologia necessita di una completa squadra di sanitari che vi operano scrive ancora Vinciguerra nella relazione Ancora siamo in attesa di un direttore di struttura (il primario) e poi ad oggi gli screening sono ridottissimi.
C'è anche la necessità di una ridefinizione del reparto di analisi cliniche. La definizione di ospedale "no Covid" genera spesso una riduzione nell'uso dei dispositivi di protezione individuale. Il grado di rischio delle procedure nel paziente ricoverato inoltre non sempre può essere preventivamente valutato. A questo proposito ancora oggi verifichiamo la scarsa attenzione al riallineamento numerico del personale sanitario, soprattutto infermieristico. Veramente esiguo, rispetto agli altri nosocomi, il numero degli infermieri giunti a Sora. È stata sollecitata la necessità di far ripartire in tempi rapidi i tirocini ospedalieri per gli studenti dell'ultimo anno della facoltà di Scienze infermieristiche.
Dal fronte del pronto soccorso, dove oramai vengono catapultati solo giovani colleghi, all'assoluta mancanza di anestesisti rianimatori".

Il presidente della commissione ha concluso spiegando che i partecipanti hanno convenuto sulla richiesta di avere dalla Asl in tempi rapidi un cronoprogramma di progetti, piani d'investimento e implementazione tecnologica dell'ospedale.