Una primavera politica incandescente, quella che si profila all'orizzonte in Ciociaria. Con 23 Comuni chiamati alle urne per eleggere sindaci e consiglieri.
E poi le provinciali, riservate sì agli addetti ai lavori, ma comunque rilevanti sul piano degli equilibri. Anche perché rappresenteranno l'inizio di una stagione lunga che si concluderà poi con l'elezione del nuovo presidente dell'ente di piazza Gramsci, prevista tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023.

Naturalmente su tutto grava la spada di Damocle dell'evoluzione della pandemia da Covid-19. Per le amministrative si vota normalmente in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno, ma è evidente che occorrerà monitorare l'andamento della curva dei contagi.

Le comunali
Sono 21 i Comuni che andranno al voto in primavera, quelli nei quali si è votato nel 2016. Ci sono Alatri e Sora, centri grandi e politicamente strategici. Ma l'elenco comprende altresì Acquafondata, Alvito, Casalattico, Castrocielo, Castro dei Volsci, Collepardo, Esperia, Fumone, Monte San Giovanni Campano, Pastena, Roccasecca, Sgurgola, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Trivigliano, Vallecorsa, Vicalvi, Viticuso.
Sfide importanti ovunque, alle quali naturalmente guardano tutti i partiti politici. È chiaro che l'attenzione è concentrata principalmente su Alatri e Sora, centri con oltre 15.000 abitanti, nei quali dunque è previsto il ballottaggio se al primo turno nessuno dei candidati a sindaco dovesse superare il 50% più uno dei voti.

Nei centri più piccoli ci saranno soprattutto liste civiche, ma è evidente che in ogni caso la competizione avrà anche e soprattutto una valenza politica. Ad Alatri e Sora riflettori accesi su partiti e coalizioni.
Intanto nel centrodestra. In provincia di Frosinone, esattamente come in quella di Latina, Fratelli d'Italia ha un peso e un radicamento molto forti e punta alla leadership della coalizione. I recenti successi a Ceccano ma anche a Ripi sono lì a dimostrarlo.
D'altronde in tempi non sospetti il senatore Massimo Ruspandini, leader di Fratelli d'Italia in Ciociaria, ha detto che l'obiettivo è quello di essere il primo partito.
Davanti alla Lega quindi. Il Carroccio, dal canto suo, in Ciociaria non ha ancora eletto un sindaco. I tre che fanno riferimento al partito di Salvini (Nicola Ottaviani di Frosinone, Riccardo Frattaroli di Settefrati e Franco Moscone di Casalvieri) hanno aderito dopo le rispettive elezioni. Ma in Ciociaria c'è anche Forza Italia intenzionata a farsi sentire. Come ha ribadito il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone proprio a Frosinone. Evidente che test come le comunali di Alatri e Sora saranno importanti per capire l'unità della coalizione.

Non è un mistero che il centrodestra punta a vincere ad Alatri, per espugnare quello che viene considerato il feudo elettorale di Mauro Buschini, presidente del consiglio regionale ed esponente di spicco del Partito Democratico. Il quale, dal canto suo, proverà ad ottenere la conferma del sindaco di Alatri. Quella della prossima primavera, fra l'altro, sarà anche la prima tornata amministrativa di Luca Fantini alla guida dei Democrat. Peraltro Fantini, da sempre vicinissimo alle posizioni di Buschini, è pure lui di Alatri. Anche a Sora la battaglia politica sarà durissima e in tal caso peseranno molto gli assetti delle coalizioni.
Sia nel centrodestra che nel centrosinistra.

Le provinciali
L'appuntamento è previsto per aprile 2021. Quindi con ogni probabilità prima delle comunali che sono destinate a produrre dei forti cambiamenti nei rapporti di forza e negli equilibri. Bisognerà eleggere i 12 consiglieri provinciali. Il corpo elettorale è formato dai sindaci e dai consiglieri dei 91 Comuni. Attraverso il voto ponderato. Anche in questo caso la posta in palio è alta, visto che emergerà il peso politico dei vari partiti sul piano degli amministratori locali. La volta scorsa, nell'aprile 2019 cioè, il centrodestra si dimostrò maggioritario. C'è pure da dire che l'elezione dei consiglieri (il mandato dei quali dura due anni) precede quella del presidente, che invece resta in carica per quattro anni.

Antonio Pompeo, esponente del Partito Democratico, è stato eletto il 31 ottobre 2018. Vuol dire che il secondo mandato scadrà il 31 ottobre 2022. La normativa prevede che possono essere candidati a presidente della Provincia i sindaci che abbiano davanti almeno 18 mesi di mandato. Non di meno. E che il presidente in carica, per Statuto, ha 90 giorni di tempo per indire nuove elezioni. Nel caso di Pompeo vuol dire che la data utile può essere fissata dal 1° novembre 2022 al 31 gennaio 2023. E sarà lui stesso a decidere quando.
Non è un particolare di poco conto, perché va ad intrecciarsi proprio con le ipotesi di candidature alla presidenza.

Nel Pd, per esempio, tra i papabili ci sono soprattutto i sindaci Enzo Salera (Cassino) e Massimiliano Quadrini (Isola del Liri). Entrambi sono stati eletti nel maggio del 2019. E quindi la scadenza di mandato è prevista per maggio 2024. Il che vuol dire che gli ultimi diciotto mesi di mandato iniziano alla fine di novembre 2022. La traduzione dalla "burocrazia politichese" è semplice: se Pompeo fissa le elezioni oltre novembre 2022, entrambi non potranno essere candidati.

Nel centrodestra il nome che circola maggiormente per la candidatura a presidente della Provincia è quello del sindaco Roberto Caligiore (Ceccano). Tra i possibili "papabili" c'è pure Anselmo Rotondo (Pontecorvo).
Va poi considerato anche un altro elemento. E cioè che prima dell'elezione del presidente della Provincia ci sarà pure la tornata amministrativa del 2022. Con altri Comuni, tra i quali Frosinone, chiamati alle urne. Insomma, le variabili non mancano di certo.