La visita in città del senatore azzurro Claudio Fazzone ha lasciato diversi strascichi, che sicuramente alimenteranno ulteriori polemiche interne. La prima a reagire alle parole del parlamentare è stata la consigliera Floriana De Donatis, con una dura replica. «Se intervengo, bisogna portare rispetto alle mie parole e non a quelle di altri. La linea di Forza Italia la rappresento io», aveva detto il parlamentare all'indomani delle dichiarazioni di Gianluca Quadrini in merito al suo impegno nella formazione di due liste, una civica e una di FI, per la prossima campagna elettorale a Sora.

«Se Gianluca Quadrini continua su questa linea saranno prese le necessarie decisioni», aveva aggiunto Fazzone, che prima si era detto contento che Quadrini fosse al lavoro per formare una lista di Forza Italia, purché la affiancasse agli alleati della Lega e di Fratelli d'Italia. Quindi, il senatore azzurro aveva rivolto un chiaro riferimento alla rappresentante di maggioranza Floriana De Donatis: «La consigliera, che rispetto, deve svolgere il suo mandato per come è stata eletta. Inoltre, se vuole partecipare all'interno delle liste di Forza Italia è bene accetta, ma se pensa che lei possa essere "utilizzata" per creare problemi all'interno del nostro partito, ha sbagliato perchè non la farò proprio entrare, in maniera molto chiara».

Non è tardata ad arrivare una risposta al vetriolo della consigliera De Donatis: «Ho creduto in Forza Italia dalla discesa in campo del Presidente Silvio Berlusconi nel 1994 e da allora ho dato il mio contributo a livello di consensi. Di recente, insieme al consigliere provinciale Gianluca Quadrini, ho deciso di tesserarmi ed entrare in FI con il benestare del vicepresidente Antonio Tajani, da cittadina e consigliere comunale di Sora, quarta città della provincia. Oggi trovo un partito ostile, dove non viene rispettato il mio ruolo istituzionale che, secondo le famigerate regole della politica, in altri tempi mi avrebbe consentito di entrare di diritto nel Direttivo di Forza Italia a Sora, al quale invece sono stati chiamati candidati del passato che non hanno dimostrato di avere i consensi e le capacità di crescita per il partito e per il territorio. La necessità di ribadire molte volte i propri ruoli nella conferenza stampa, priva di contenuti ma soltanto di autoreferenzialità, denota segni di debolezza e nervosismo.

I veri leader - ha concluso Floriana De Donatis - devono essere autorevoli non autoritari, nominati dall'alto ma riconosciuti dalla base; devono dimostrare le loro capacità di aggregazione e di ampio consenso, come ha confermato più volte Quadrini, dal quale non sono stata "utilizzata" per creare scompiglio in Forza Italia, perché non mi faccio utilizzare da nessuno. Visto che non sono stata "gradita'' da Fazzone e dal suo coordinatore cittadino, per adesso resto civica fino a fine mandato. Poi deciderò se restare in FI e chi sostenere come candidato sindaco». Dichiarazioni che contribuiranno ad allargare la già profonda spaccatura del partito a Sora.