Oggi alle dieci e trenta in punto, nella sala consiliare di Palazzo Antonelli, il dottor Giampaolo Piro, magistrato presso il tribunale di Frosinone e presidente dell'ufficio centrale per le elezioni comunali del 20 e 21 settembre del 2020, procederà alla proclamazione a sindaco Roberto Caligiore. Inizia da qui, ufficialmente, il mandato bis del cinquantunenne - con il sangue siracusano ma con il cuore ormai ceccanese - luogotenente dell'Arma dei carabinieri e pilota di elicotteri.

Caligiore si era candidato per la prima volta nel 2007 al consiglio comunale ed era stato eletto con la lista "L'Altra Ceccano", per poi bissare nel 2012 col record di preferenze (ben 599 senza voto di genere). Quindi l'elezione a sindaco nel 2015.
Ora Caligiore torna a Palazzo Antonelli con il 51,15% dei consensi. Ben 6.949 ceccanesi hanno scelto lui al primo turno. Ha intenzione di mettersi subito al lavoro. Già domani, non appena indossata la fascia da sindaco e dopo la convalida dell'elezione dei consiglieri, tornerà a sedersi alla sua scrivania di Palazzo Antonelli per organizzare questa nuova consiliatura.
Il rieletto sindaco avrà venti giorni di tempo per convocare il primo consiglio comunale che, di prassi, avviene l'ultimo giorno utile e quindi nominerà la nuova giunta. Troppo presto per ipotizzare quale sarà.

Il consiglio comunale
I consiglieri eletti sono sedici: dieci della squadra di Roberto Caligiore e sei di minoranza, suddivisi tra Marco Corsi (quattro) ed Emanuela Piroli (due).
Per Caligiore ci saranno tre della sua lista: Ginevra Bianchini (404 voti), Diego Bruni (334) e Mauro Staccone (211), prima dei non eletti Mariella Bruni (174); due di Fratelli d'Italia, Federica Aceto (535) e Alessandro Savoni (439), primo dei non eletti Daniele Massa (379); della Lega Salvini Lazio, Angelo Macciomei (436) e Pasquale Bronzi (311), primo dei non eletti Alessio Patriarca (158). Ci saranno anche Giancarlo Santucci (199) della "Grande Ceccano", primo dei non eletti Rino Liburdi (179); e Marco Mizzoni di Patto Civico (362), primo dei non eletti Simona Sodani (163). Entra anche Fabio Giovannone de "La mia Ceccano" (338), primo dei non eletti Mariano Massa (213).
Per l'opposizione siederanno in Consiglio Marco Corsi insieme a Tonino Aversa (255) per la lista di "Marco Corsi sindaco", primo dei non eletti Arianna Moro (201). Per il Partito socialista Emiliano Di Pofi (184), primo dei non eletti Angelo Belli (124). Un seggio toccherà anche a Nuova Vita: entra Mariangela De Sanctis (296), primo dei non eletti Pino Malizia (203). Insieme a Emanuela Piroli, sarà in minoranza Andrea Querqui (443) della lista Cives, primo dei non eletti Francesco Ruggiero (118).

Le curiosità
Ginevra Bianchini con i suoi 28 anni è il consigliere più giovane del Caligiore Due, mentre Tonino Aversa, 71 anni, è quello più anziano. Aversa nel 2015 da consigliere minoranza - essendo stato eletto con 263 voti nel "Movimento popolare" nella compagine dell'allora candidato a sindaco Gianni Querqui - nella prima parte di mandato del Caligiore Uno e poi "stampella" della maggioranza nella seconda parte del mandato per poi rivestire il ruolo di "oppositore ombra" di Caligiore, si ritrova ora nuovamente nei panni dell'oppositore essendo stato eletto nella lista di "Marco Corsi sindaco" con 255 preferenze. Gli mancheranno gli scranni della maggioranza? Chi può dirlo?

Le donne
Sono quattro le donne che sederanno nell'aula consiliare. Come nel Caligiore Uno, quando in maggioranza c'erano Federica Aceto, Ginevra Bianchini, Fiorella Tiberia per la maggioranza e Manuela Maliziola per la minoranza. Ora tra i banchi di maggioranza ci saranno ancora Ginevra Bianchini, che nel 2015 aveva portato a casa 316 voti, oggi ne ha 88 in più a riprova che il lavoro svolto con le delega alle Pari opportunità e tre presidenze di commissione ha pagato per serietà d'impegno, e Federica Aceto di Fratelli d'Italia, fedelissima del senatore Massimo Ruspandini che, con 535 preferenze, è la più votata del Consiglio e della tornata elettorale. Un risultato che la ripaga di un lavoro svolto sempre guardando gli interessi dei cittadini più deboli e dei giovani insieme a Daniele Massa, primo dei non eletti, e a Gioventù nazionale.

Sugli scranni della minoranza ci sara Emanuela Piroli, che finora non aveva rivestito ruoli in amministrazione, ma che porta con sé un bagaglio di 2.975 voti di cui molti personali, dovuti al voto disgiunto di chi ha preferito lei soprattutto a Marco Corsi, e con la certezza di "candidarsi" ad essere l'unica interlocutrice del centrodestra nei prossimi anni. Nuova Vita torna in consiglio comunale con Mariangela De Sanctis, anche lei alla prima esperienza amministrativa.

Il cambio di testimone
Entra in Consiglio, unico della coalizione della Piroli, Andrea Querqui della lista Cives. Lo hanno scelto 443 elettori. Succede nell'assise civica al padre Gianni Querqui - già primo cittadino di Ceccano nel biennio ‘92-‘94 - che nel 2015 era stato uno degli avversari alla carica di sindaco di Roberto Caligiore.
Chi non c'era nel 2015
In Consiglio, questa volta, ce la fa anche Giancarlo Santucci (199 preferenze con la lista "Grande Ceccano" di Riccardo Del Brocco), nel 2015 fu primo dei non eletti della lista "L'Altra Ceccano" (201 voti), ancor prima, nel 2012, con la lista Stella per la Gente. Da sempre schierato nel centrodestra, è stato il primo segretario cittadino di Fratelli d'Italia nel 2013. Le altre new entry, oltre alla Piroli, Querqui e De Sanctis, sono: Diego Bruni e Mauro Staccone, fedelissimi del sindaco Caligiore, e Pasquale Bronzi (Lega Salvini Lazio), 311 voti alla sua seconda candidatura. La prima (15 voti) nel 2015 con Stefano Gizzi, al quale è legato da tempo; Fabio Giovannone, coordinatore de "La mia Ceccano", primo dei non eletti nella lista di Marco Corsi nel 2015. E poi c'è Emiliano Di Pofi che, con 184 preferenze, è riuscito a portare il Psi a Palazzo Antonelli. Unico partito di centrosinistra a sedere in aula.

L'età media del Caligiore Due è più bassa di quella della sua precedente amministrazione, grazie soprattutto a liste, come quelle di Fratelli d'Italia e dello stesso Caligiore, che hanno puntato molto sui giovani. Dei nove firmatari, della caduta di Caligiore nel 14 ottobre dello scorso anno, sederanno in Consiglio solo Marco Corsi e Tonino Aversa. Della serie: il cambio repentino di area politica non paga affatto.