Si è chiusa a Fiuggi la due-giorni nazionale organizzata da Confimprese Italia. Una convention, che si è svolta venerdì e sabato scorsi, caratterizzata dalla qualità dei programmi e dalle proposte concrete, emerse dal confronto fra gli oltre cento presidenti dei territori in cui opera l'associazione.

Dunque, l'Attivo Nazionale dei presidenti di categoria ha visto la partecipazione di più di cento delegati, provenienti dalla maggior parte delle regioni italiane, in rappresentanza delle associazioni territoriali, delle Federazioni e delle organizzazioni federate aderenti alla Confederazione. In particolare, i lavori della due-giorni sono stati caratterizzati da un confronto serrato sul Sistema Italia, sulle sue criticità e sulle prospettive a breve scadenza, legate anche all'emergenza Covid-19.

Il presidente nazionale di Confimprese Italia, Guido D'Amico, negli interventi che hanno scandito le giornate dell'11 e 12 settembre, ha posto il problema dei rapporti con il Governo. «Nessuna risposta è arrivata mai alle nostre proposte - ha dichiarato D'Amico - Come nulla si sa dei risultati prodotti dagli incontri degli Stati Generali; e ancora meno si sa, dei risultati e dei programmi della supercommissione di esperti, voluta fortemente dal premier Conte e dalla sua maggioranza, che si è occupata della ripartenza del dopo-Covid.
Noi  - ha sottolineato il presidente di Comfimprese - avevano avanzato alcune proposte semplici e immediate. A cominciare dai finanziamenti a fondo perduto, l'unica strada per aiutare chi ha perso tutto o molto durante i lunghi mesi del lockdown».

Durante la convention fiuggina, però, la Confederazione ha voluto lanciare anche una serie di messaggi "chiari e forti". A cominciare dal confronto in presenza, nel pieno rispetto delle regole sul distanziamento personale e sulla sicurezza. Infatti, per l'associazione «è importante guardarsi negli occhi e interagire». Inoltre, è stata significativa la scelta di Fiuggi come luogo privilegiato del convegno, «con l'auspicio di una ripartenza del turismo e dell'accoglienza».

In proposito, i relatori hanno rimarcato come, nonostante questo comparto rappresenti un'eccellenza per il nostro Paese, producendo da solo il 13% del Pil e che insieme ai pubblici esercizi arriva a toccare il 20%, non riesca ad attirare l'attenzione del Governo.
Per sostenere questo comparto, essenziale all'economia italiana, Confimprese Italia ha chiesto di istituire nuovamente il Ministero per il Turismo e una cabina di regia per il rilancio del settore.
Nello specifico, va citato l'intervento del presidente della Federazione "Ho.Re.Ca.", che ha sottolineato la mancata volontà del Governo di estendere l'Ecobonus 110% alle strutture alberghiere, eliminando l'opportunità di rimodernare il parco alberghi, tra i più vecchi di Europa. Un beneficio che si sarebbe potuto sfruttare proprio durante il periodo di chiusura forzata delle strutture ricettive.

Anche sulle difficoltà del turismo, il presidente D'Amico ha proposto le due soluzioni: «Il problema è la sordità del Governo. Da tempo abbiamo chiesto un "Piano Marshall" per il turismo. Questa è una battaglia di cui ci siamo fatti promotori fin dall'inizio. Ma nessuno sembra rendersene conto. Il turismo è l'oro d'Italia.
Lo hanno compreso in tutto il mondo, ma non lo ha compreso chi ci governa. Soltanto se riusciremo in questa sfida potremo uscire dal periodo "post-bellico"».

La due-giorni ha dedicato ampio spazio anche alle convenzioni e ai servizi offerti da Confimprese Italia.
Fra i temi centrali, la convenzione mediata dalla Federazione Immobiliare e Property sull'efficientamento energetico. L'obiettivo è quello di attivare una filiera capace di mettere una platea più vasta possibile in condizioni di arrivare a cedere il proprio credito e vedere realizzate, a titolo del tutto gratuito, ogni attività relativa proprio all'efficientamento energetico.
Tutto questo, togliendo all'utente della norma le complessità della documentazione per un accesso facilitato al credito.

Nella seconda giornata del convegno ha trovato spazio il confronto tra Confimprese Italia e il sindacato Ugl.
Si è trattato di un faccia a faccia produttivo, in cui la parte datoriale e quella sindacale hanno condiviso i valori della concertazione, del confronto e della proposizione di idee innovative. In rappresentanza della Ugl è intervenuto il vicesegretario generale Luigi Ulgiati, per il quale il confronto con l'associazione è stato assolutamente positivo, in quanto le due Confederazioni «non vivono più nella vecchia contrapposizione tra capitale e lavoro, anzi sono sinergiche e con modelli comuni».

I lavori si sono conclusi tra la grande soddisfazione dei partecipanti e la proposta, condivisa all'unanimità, di stilare un documento programmatico per gettare le basi di una piattaforma sulle prossime iniziative della Confederazione. Un risultato di notevole importanza, per il quale la due-giorni fiuggina ha colto veramente nel segno.