La ricandidatura di Roberto De Donatis è sempre più certa, manca solo l'ufficialità. Il sindaco ormai non si nasconde più e, scattando una panoramica sulla situazione politica in città, si rivolge con ironia al suo ex alleato, Vittorio Di Carlo, oggi coordinatore cittadino di Forza Italia, candidato al suo fianco nel 2016 con la lista "Forza civica", che in questi giorni non sta risparmiando commenti al vetriolo contro l'amministrazione. A scatenare Di Carlo il recente ingresso nel suo partito della consigliera di maggioranza Floriana De Donatis. Abbiamo intervistato il primo cittadino.

Sindaco, come commenta il tesseramento con Forza Italia della consigliera De Donatis?
«Un posizionamento logico da parte di chi, oltre a essere amministratore, svolge al contempo anche attività politica e si posiziona secondo la propria sensibilità e la propria inclinazione. Come è accaduto per altri che siedono in maggioranza e in opposizione, anche la consigliera De Donatis ha deciso di intraprendere il suo percorso in Forza Italia».

Molti la vedono vicino al partito di Berlusconi.
Anche lei si tessererà con Forza Italia?
«No, non ne ho alcuna intenzione in quanto avverto su di me la necessità di trovare una sintesi con tutte le forze migliori della città per continuare a realizzare un programma serio che sta dando soluzioni a problematiche importantissime».

Nella prossima campagna elettorale le sue liste saranno sia civiche sia di partito?
«Può essere perché ci può stare sia il partito, che al proprio interno farà una sintesi sposando il progetto politico, e allo stesso tempo credo sia necessaria un'ampia partecipazione civica dei cittadini. C'è chi cerca di attribuirmi etichette che io ho messo da parte nel momento stesso in cui ho fondato un progetto politico trasversale e civico, cosa che ritengo ancora più utile e necessaria oggi. La gente ha bisogno di capacità e contenuti per garantire la salute pubblica e non l'attenzione tutta focalizzata su perimetri ideologi che fanno solo ridere».

Concluderà il suo mandato alla scadenza dei cinque anni?
«Sinceramente mi interessa poco di arrivare alla fine, ma è per me importante realizzare tutto quello che è possibile fare nel tempo della mia amministrazione a vantaggio della città. Le somme si tirano alla fine».

Il coordinatore cittadino di FI l'ha attaccata. Risponde?
«Sono le solite illazioni di chi non ha argomenti riguardo a una mia "etichetta" che non corrisponde assolutamente al vero. Vittorio Di Carlo, con alle spalle esperienze in pessime amministrazioni, ha la memoria corta; ricordo che il centrosinistra era tutto schierato con lui: il partito democratico sosteneva Ernesto Tersigni, come faceva Di Carlo di centrodestra.
Lui ha dato pochissime prove di saper amministrare perché non ha avuto più occasioni non avendo ricevuto i consensi necessari per fare un altro giro di tavolo e parla da coordinatore cittadino di un partito, ma non mi sembra che la sua azione abbia portato a una capacità di sintesi. La sua aggregazione si ferma a quattro persone. Aggiungo che io ho avuto l'onore di far parte nel Consiglio nazionale del Psi, curando la rigenerazione urbana, lui da assessore all'urbanistica non è stato in grado di occuparsi del piano regolatore.
Auguro anche a lui di raggiungere un quadro nazionale nel suo partito, anche se vedo che con difficoltà regge quello locale».