«C'è confusione politica, non c'è sintonia all'interno dei gruppi, serve un percorso politico nuovo, fatto di giovani, per far riacquistare alla città il peso che aveva a livello territoriale». Ne è convinto l'ex sindaco Enzo Di Stefano che boccia l'attuale politica sorana e prefigura il suo ruolo per il futuro. L'abbiamo intervistato.

Si candiderà alle comunali del prossimo anno? «Assolutamente no. C'è necessità di nuovo, di giovani, per far tornare Sora quella che era, forte, unita, con amministrazione e cittadini insieme».

Esclude gli amministratori della maggioranza De Donatis da questo progetto?
«Sì. Secondo me gli attuali amministratori di maggioranza, in maniera compatta, dovrebbero pensare di ricandidarsi presentandosi all'elettorato anche per avere un riscontro, l'esame è importante.
L'elettore ha sempre ragione, se non ti conferma la seconda volta significa che non hai amministrato bene».

Umberto Geremia, ex assessore al bilancio, parla di un tavolo aperto con lei in vista delle comunali 2021.
«Con Geremia, è vero, ci siamo incontrati, ma non abbiamo avuto un confronto politico. Lui è contro questa amministrazione e non sono disposto ad aprire una conflittualità familiare. Sostengo un progetto nuovo, ma se la consigliera Floriana De Donatis, che è sua moglie, si ripropone con l'attuale amministrazione De Donatis allora lui non può essere il candidato giusto per un'alternativa a questa stessa amministrazione. Le mie idee sono ben chiare e per questo anche io mi escludo da questo percorso non candidandomi».

È per fare spazio a suo figlio Luca, consigliere di minoranza della Lega, che potrebbe essere il prossimo candidato sindaco?
«È presto per dirlo. Ma perché no? Dall'esterno avverto la necessità di costruire un progetto alternativo a questa amministrazione, nuovo sia di attori che di proposte che possano risollevare questa città che non è più un punto di riferimento».

Ci crede a un centrodestra unito?
«Non credo che si siano le condizioni, ma anche per quanto riguarda il centrosinistra. Parlo per quello che leggo, anche perché non faccio parte di nessun partito.
Il nostro progetto prevede una parte civica e una parte politica che sta all'opposizione. Sto lavorando per presentare, insieme a un gruppo, un progetto politico alternativo e fanno parte di questo percorso Forza Italia e Lega, partiti che siedono in minoranza, perché Fratelli d'Italia ha scelto di stare ancora con questa amministrazione e il Pd non si sa dove sta».

Che città vede e in che Sora spera?
«La città ha perso molto. Basti vedere il recente contrasto tra commercianti e amministrazione sulla chiusura di corso Volsci per la ztl. Se ci si isola e ci si allontana dalla città, non si costruisce nulla e questa amministrazione è distante dai cittadini. Poi basta farsi una passeggiata per constatare il degrado che c'è, addirittura erbacce in piazza Santa Restituta. Bisogna creare servizi, scuole, decoro per essere attrattivi come città. Il nostro è un territorio abbandonato a livello amministrativo e politico. Oggi la voce un po' più alta la fa Isola del Liri perché ha dei riferimenti politici.
Dobbiamo riprenderci l'attenzione che Sora aveva una volta sui tavoli che contano».