Confermato l'election day dei prossimi 20 e 21 settembre. L'approvazione definitiva viene dalla Corte costituzionale, che ha dichiarato inammissibili i quattro conflitti sollevati sul taglio dei parlamentari, sul relativo referendum e sull'abbinamento della consultazione referendaria con le elezioni in sette regioni.

I contenziosi erano stati proposti dal "Comitato promotore per il No", dalla Regione Basilicata, dal senatore Gregorio De Falco e da Più Europa.
La Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto sollevato dal Comitato promotore del referendum in quanto «non ha legittimazione soggettiva a sollevarlo».

Quindi, la Consulta ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto  dalla Regione Basilicata escludendo la legittimazione soggettiva delle Regioni, perchè non sono potere dello Stato, secondo l'articolo 134 della Costituzione. Invece, sul ricorso presentato dal senatore De Falco nei confronti di Senato, Governo e Presidente della Repubblica, la Corte ha ritenuto che il parlamentare «esponeva in modo confuso e incoerente critiche alla legge elettorale, alla riforma costituzionale, all'accorpamento delle consultazioni, all'uso dei decreti legge».

Infine, a Più Europa è stata contestata la previsione che riduce a un terzo le firme richieste per presentare liste e candidature alle regionali.