Molti commenti e tanti silenzi. L'intervista di Nicola Ottaviani ha naturalmente diviso il campo politico cittadino. Non soltanto tra centrodestra e centrosinistra, ma anche all'interno della maggioranza. Non poteva essere altrimenti, considerando i punti toccati dal sindaco.

Il primo: «I consiglieri comunali e gli assessori continuino a lavorare, anche nei prossimi due anni, mettendo al primo posto, sempre, la realizzazione dell'interesse pubblico e la volontà di centrare gli obiettivi, che fanno parte del programma comune».
Traduzione dal politichese: "lascino stare le polemiche".

Il secondo: «Consiglierei la consumazione della pizza con lievitazione naturale superiore alle 24 ore, poiché è l'unica forma di impasto o di "reimpasto" per gli amanti di questa pratica gradito dai cittadini normali».
Traduzione: "nessun rimpasto di giunta, al massimo qualche aggiustamento".

Il terzo: «Ma se si dovessero registrare ipotesi di compravendita di politici e amministratori, da qualunque parte dovessero provenire, utilizzando metodi di aste da mercato, ci sono strumenti che non riguardano più la competenza politica ma quella di altre sedi».
Traduzione: "manterremo la guardia alta in vista di ciò che può succedere alla prossima campagna elettorale".

Il minimo comun denominatore dell'intero ragionamento, però, è la volontà di Nicola Ottaviani di continuare ad essere presente in campagna elettorale. E dopo. Il fatto che non potrà candidarsi al terzo mandato non cambia nulla.

Adriano Piacentini, presidente del consiglio comunale e fra i tre commissari provinciali di Forza Italia, dice: «Il sindaco ha perfettamente ragione. Purtroppo però il fenomeno delle "migrazioni" da un gruppo di maggioranza ad un altro va avanti dall'inizio della consiliatura. E sinceramente non è positivo.
Bene ha fatto Ottaviani a ricordare il risultato elettorale, perché è da quello che bisogna sempre partire prima di fare qualunque tipo di ragionamento. Confermo che le liste civiche sono fondamentali e decisive. Ma confermo pure che alle stesse sono stati riservati tutti i giusti onori. Un patto di fine consiliatura è importante pure per gettare un "ponte" tra questa esperienza (che va avanti dal 2012) e la prossima. Il programma esiste già ed è quello dell'Amministrazione Ottaviani. Però è anche importante capire subito chi intende proseguire lungo la strada del cambiamento». 

Danilo Magliocchetti in consiglio comunale è il capogruppo della Lega, della quale fa parte anche il sindaco Nicola Ottaviani. Dice Danilo Magliocchetti: «Senza in alcun modo entrare nelle dinamiche interne dei gruppi consiliari, che meritano il massimo rigoroso rispetto, nella loro autonomia decisionale, credo che l'unità della coalizione, nelle sue importanti componenti, partitiche e civiche, sia un bene primario da preservare, non solo ovviamente fino alla fine della consiliatura, ma anche per gli anni a venire».

Argomenta l'esponente del Carroccio: «È di cristallina evidenza, infatti, che gli straordinari risultati amministrativi ottenuti fino ad oggi dalla giunta Ottaviani per la crescita di Frosinone, siano dovuti, da un lato, alle grandi capacità e competenze in primis del sindaco e poi di tutti gli assessori, dall'altra, dal lavoro e dalla coesione ed unità dei consiglieri di maggioranza che, in ogni seduta, hanno sempre consentito l'approvazione di importanti delibere per lo sviluppo del capoluogo senza alcun problema di tenuta, o di "numeri"».

Continua Magliocchetti: «Questa preziosa sinergia consolidata da 8 anni, non è frutto del caso, nè deve essere data sempre per scontata, ma è il risultato di un grande gioco di squadra e di unità, che i partiti del centrodestra e le liste civiche, la cui importanza non sfugge certamente a nessuno, devono saper riproporre anche in futuro, per continuare l'o p era di grande trasformazione di Frosinone e per sviluppare nuovi ed ulteriori progetti di crescita. Si tratta di uno schema vincente, lo testimoniano i fatti, che il centrodestra deve saper tutelare oggi, e garantire, eventualmente anche con qualche ulteriore arricchimento, domani. Tre concetti infine credo vadano evidenziati con chiarezza.
La trasversalità del consenso non è prerogativa esclusiva del centrosinistra per il futuro, tale che possa impensierire qualcuno. Anzi è vero il contrario.
Lo si è già visto chiaramente con i numeri con i quali Ottaviani è stato riconfermato sindaco. Il ruolo delle liste civiche costituisce l'autentico valore aggiunto ed è impensabile poterle "regalare" agli avversari politici, senza coinvolgerle con pari dignità nei programmi futuri di sviluppo del capoluogo. Il rispetto lo meritano indistintamente tutti quelli che sostengono, con lealtà e convinzione, l'Amministrazione Ottaviani.
Partiti e liste civiche se lo sono meritati tutti, sul campo».

Nel campo del centrosinistra nessun commento ufficiale, ma una sottolineatura sul fatto che l'intervista evidenzierebbe un certo nervosismo da parte di Nicola Ottaviani. In considerazione della prossima campagna elettorale. Una campagna elettorale obiettivamente lontana nel tempo (mancano ventuno mesi), ma già molto "sentita".

Il centrodestra è alle prese con il tema della candidatura a sindaco del dopo Ottaviani. Il primo cittadino stesso ha indicato le primarie come metodo ineludibile. Ben sapendo che il punto nodale è quello dell'unità della coalizione. A prescindere da chi sarà poi il candidato. Missione tutt'altro che semplice.

Sul versante del centrosinistra, invece, rotta tracciata da Francesco De Angelis: caccia al voto trasversale.
Mauro Vicano in pole per la candidatura a sindaco.