Il conto alla rovescia è cominciato. Soprattutto per quanto riguarda la presentazione delle liste. Perché ci siamo quasi. Parliamo delle comunali. Sono 9 i centri chiamati al voto il 20 e 21 settembre prossimi in provincia di Frosinone. Quando i cittadini dovranno pronunciarsi anche sul referendum costituzionale per il taglio di 345 seggi parlamentari. Oltre alle regionali, ma non è il caso del Lazio.

I Comuni al voto
Sono 9. Il più grande è Ceccano: 23.098 abitanti e 16 consiglieri comunali da eleggere. Oltre al sindaco naturalmente. Poi c'è Pontecorvo: 13.223 abitanti e 16 consiglieri. Segue Cervaro: 7.744 abitanti e 12 consiglieri. Quindi Ripi: 5.346 abitanti e 12 consiglieri. Poi Patrica: 3.084 abitanti e 12 consiglieri. Fontana Liri: 2.993 abitanti e 10 consiglieri. C'è poi Trevi nel Lazio: 1.853 abitanti e 10 consiglieri. Guarcino: 1.658 abitanti e 10 consiglieri comunali. Chiude Belmonte Castello: 778 abitanti e 10 consiglieri. In totale bisognerà eleggere 9 sindaci e 108 consiglieri comunali. L'ipotesi di ballottaggio è prevista soltanto per Ceccano, unico dei Comuni con oltre 15.000 abitanti. Nel caso incui nessuno dei candidati a sindaco dovesse ottenere al primo turno il 50% più uno dei voti, il secondo turno si celebrerebbe il 4 e 5 ottobre. La votazione si svolgerà nei giorni di domenica 20 settembre (dalle 7 alle 23) e lunedì 21 settembre (dalle 7 alle 15). Lo scrutinio delle schede inizierà dal referendum, subito dopo la chiusura dei seggi. Mentre lo spoglio delle comunali comincerà alle ore 14 di martedì 22 settembre. Dunque sono 9 i Comuni al voto: agli 8 già previsti si è aggiunto Ripi. Non Torrice invece.
Le liste dei candidati, a sindaco e al consiglio comunale, potranno essere presentate venerdì 21 agosto (dalle 8 alle 20) e sabato 22 agosto (dalle 8 alle 12). In Italia saranno oltre mille i Comuni al voto, tra i quali quattordici capoluoghi di provincia e quattro di regione. Tra gli appuntamenti più attesi quelli di Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo. Sono previste anche le elezioni regionali in Veneto, Liguria, Campania, Toscana, Marche e Puglia.

Il referendum
Il testo del quesito è il seguente: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?». È il referendum che taglia 345 seggi parlamentari: 230 alla Camera e 115 al Senato. Il taglio dei seggi parlamentari comporterà diversi effetti. L'impianto costituzionale repubblicano si fonda su un sistema di pesi e contrappesi. È evidente che tutto questo si riverbererà su scenari come l'elezione del presidente della Repubblica, la composizione della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura.
Poi c'è tutto il tema della rappresentanza, soprattutto delle province. Nel Lazio oggi si eleggono 28 senatori. Scenderebbero a 18. Mentre nel collegio Lazio 2 della Camera si passerebbe da 20 a 12. Il 4 marzo 2018, tanto per avere un'idea, si è votato con il Rosatellum, sistema che tiene insieme una parte maggioritaria e una proporzionale. I collegi uninominali maggioritari sono 348. In teoria scenderebbero a 221. Ben 127 in meno.

Numeri che avrebbero un riflesso a cascata, a tutto campo: diminuendo i collegi, l'estensione geografica degli stessi (sia uninominali che plurinominali) aumenterebbe. Per ogni deputato il numero degli abitanti passerebbe da 96.006 a 151.210. Mentre, per ogni senatore, da 188.424 a 302.420. Cifre elaborate sulla base dei dati della popolazione assunti da Eurostat. Si tratta di scenari destinati a mutare se si procederà con il varo della nuova legge elettorale. Tema tornato prepotentemente di attualità. Una legge elettorale che sembra andare nella direzione "proporzionale". Nei mesi scorsi si è molto parlato del Germanicum, un sistema che conferma i 63 collegi plurinominali proporzionali e le 23 circoscrizioni del Rosatellum. Se questo tipo di impianto dovesse essere confermato, l'effetto sul territorio sarebbe inevitabile: Frosinone e Latina farebbero parte dello stesso collegio proporzionale. E con 230 deputati e 115 senatori in meno, con un collegio da dividere fra le due province del Basso Lazio, la rappresentanza territoriale sarebbe destinata ad essere penalizzata.

Il 4 marzo 2018 tre parlamentari furono eletti nei collegi maggioritari della provincia di Frosinone: Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) al Senato, Francesco Zicchieri (Lega) e Ilaria Fontana (Movimento Cinque Stelle) alla Camera. Mentre nel proporzionale furono eletti Claudio Durigon e Francesca Gerardi (Lega), Luca Frusone ed Enrica Segneri (Movimento Cinque Stelle). Mentre per quanto concerne altri partiti, come per esempio il Pd e Forza Italia, la provincia di Frosinone non toccò palla fin dal momento delle candidature nelle posizioni eleggibili dei listini. Basti pensare che nel proporzionale della Camera, il leader provinciale del Pd Francesco De Angelis dovette accontentarsi della terza posizione (infatti non fu eletto), dietro Claudio Mancini e Rosa Maria Di Giorgi. Mentre in Forza Italia ai primi due posti c'erano Sestino Giacomoni e Patrizia Marrocco. Al Senato il capolista degli "azzurri" era Claudio Fazzone. Quello della Lega Alberto Bagnai, quello del Pd Monica Cirinnà. Sempre per restare al 4 marzo 2018, due parlamentari uscenti del Partito Democratico (Francesco Scalia e Nazzareno Pilozzi) furono candidati fuori provincia in posizioni non eleggibili.

Il doppio fronte
Alle comunali i riflettori sono accesi su Ceccano. Il senatore Massimo Ruspandini punta al bis da sindaco per Roberto Caligiore. E con lui tutto il centrodestra. C'è poi un altra tema, relativo al fatto che sulla scheda non ci sarà il simbolo del Partito Democratico. In un Comune che per decenni è stato soprannominato la "roccaforte rossa". Sul versante del referendum, sembra probabile che ci si possa avviare verso una sorta di plebiscito. Ma il punto è anche che nei partiti finora il punto della rappresentanza dei territori è rimasto sullo sfondo.