«Il programma amministrativo resta la stella polare, ma credo che ci siano tutti i presupposti per allargare i confini. Prevedendo un orizzonte più ampio sin da ora».
È quanto afferma Adriano Piacentini, presidente del consiglio comunale di Frosinone e fra i tre commissari provinciali di Forza Italia. Il tema va oltre il patto di fine consiliatura che in tanti stanno chiedendo. Perché il punto vero è costruire da adesso la coalizione di centrodestra che sosterrà il candidato sindaco del dopo Ottaviani. Il patto di fine consiliatura lo stanno chiedendo in molti: Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia. Nei giorni scorsi non è passato inosservato un lungo confronto tra lo stesso Adriano Piacentini e Danilo Magliocchetti, capogruppo del Carroccio.

Al termine del mandato di Nicola Ottaviani mancano poco più di ventuno mesi. Evidente che temi come la riqualificazione del quartiere Scalo (anche e soprattutto in funzione della fermata dell'Alta Velocità), il rifacimento dei Piloni e la viabilità lungo la Monti Lepini alla luce di quello che è il progetto relativo all'area ex Permaflex sono argomenti prioritari. Ma non gli unici. Nota Adriano Piacentini: «L'Amministrazione Ottaviani ha cambiato il volto di Frosinone. Questo ragionamento rappresenta la base di partenza. Sono certo che il sindaco continuerà a recitare da protagonista nel panorama comunale, anche dopo.

Proprio per questo dobbiamo assolutamente allargare il campo stabilendo un percorso. Il patto di fine consiliatura non è un esercizio dialettico, ma serve a stabilire anche un programma futuro legato a quello attuale. Inoltre, non nascondiamoci dietro un dito: chi vuole tirarsi fuori, allora lo faccia subito. Detto questo, l'impostazione politica vincente di questi anni deve essere mantenuta. Voglio dire: va benissimo il ruolo importante dei partiti, ma altrettanto fondamentali sono le liste civiche, che hanno condiviso un intero percorso. Da protagoniste. Il pressing di Francesco De Angelis su alcune civiche ora schierate nel centrodestra? Ho letto alcune ricostruzioni.

La motivazione sarebbe quella di intercettare il voto trasversale, quello cosiddetto di frontiera? Beh, sappiamo farlo anche noi. Per questo dico che si potrebbero perfino ampliare i confini. Il modello che proponiamo oggi alle liste civiche e ai movimenti è quello del buon governo e dell'amministrazione convincente. D'altronde basta vedere come è oggi il capoluogo e in quali condizioni stava quando è iniziata l'Amministrazione Ottaviani nel 2012. Rendiamoci anche conto che stiamo portando a compimento il piano di rientro dal deficit (ereditato). Il che vuol dire che poi ci saranno più risorse».

Ma si faranno le primarie per individuare il candidato sindaco del centrodestra? Afferma Adriano Piacentini: «Conosco bene Nicola Ottaviani: quando dice una cosa, è quella. Le primarie sono uno strumento importante. Certo è che una scrematura iniziale bisognerà farla». I possibili candidati alla carica di sindaco sono tanti nel centrodestra. Chiediamo a Piacentini: ma il fatto che Nicola Ottaviani non sarà più il candidato sindaco può essere interpretato da qualcuno come un "tana libera tutti"? Risponde il presidente del consiglio comunale: «Ripeto: Ottaviani continuerà a recitare da protagonista anche dopo. Non uscirà di scena. In ogni caso, se qualcuno volesse tirarsi fuori, lo faccia subito. Ma non comprenderei il motivo. I risultati questi anni rappresenteranno il traino del centrodestra. Sono sicuro: vinceremo ancora noi».