Vola nei sondaggi ma ha come imperativo categorico il radicamento sul territorio. Intercetta il voto di opinione ma non allenta la concentrazione sulle preferenze del più  classico dei "porta a porta". Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, continua ad avanzare.

E adesso, nella prospettiva delle elezioni comunali in programma tra ventidue mesi, ha messo nel mirino anche la candidatura a sindaco del capoluogo.
La regia politica è del senatore Massimo Ruspandini, vecchia scuola dell'Msi e poi di Alleanza Nazionale.
Consapevole che c'è un solo modo per avere davvero la leadership: meritarla sul campo e farsela riconoscere dagli altri. A cominciare dagli alleati.

Intanto i sondaggi. In un anno Fratelli d'Italia ha guadagnato il 9,4%. Contemporaneamente la Lega ha perso il 12,1%. È quanto emerge dalla rilevazione Monitor Italia, nata dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecné. Nessuna formazione politica ha ottenuto una performance come quella di Fratelli d'Italia. Così come è evidente il riposizionamento di una fetta importante dell'elettorato di centrodestra, passato dalla Lega a FdI. In questi dodici mesi Giorgia Meloni si è accreditata non soltanto come punto di riferimento di una Destra sociale e di governo, ma anche come interlocutore affidabile e autorevole sul piano nazionale e perfino internazionale. Altrimenti non si spiegherebbe l'aumento esponenziale nei sondaggi ma pure nel voto reale. Perché ogni volta che si va alle urne, dalle regionali alle comunali, Fratelli d'Italia cresce. Anche e soprattutto per il radicamento sul territorio.

Ma c'è pure un altro elemento che va evidenziato: esponenti di spicco di Forza Italia si sono mossi nella direzione del partito di Giorgia Meloni. Pure in Ciociaria.
A cominciare da Alfredo Pallone, vero e proprio "cavallo di razza". Senza dimenticare Antonello Iannarilli, Alessia Savo e molti altri. A ulteriore conferma della capacità di "attrazione" di Fratelli d'Italia.

In Ciociaria il senatore Massimo Ruspandini, leader di FdI, non si è nascosto: punta a crescere ancora, a diventare il primo partito, a sfidare gli alleati della Lega in una competizione virtuosa e a viso aperto. Da alleati.
Ma guardando anche alla propria identità politica.
I Fratelli d'Italia sono ora concentrati sulle comunali di Ceccano, con l'obiettivo di ottenere la riconferma a sindaco di Roberto Caligiore. Rappresenterebbe un segnale forte e chiaro ad ogni livello. Evidente che la città fabratena è considerata una "roccaforte" ormai.

Ma pure ad Anagni e Sora il partito di Giorgia Meloni si sta muovendo con determinazione e lucidità. Ora tocca a Frosinone, il capoluogo. Il gruppo consiliare conta in questo momento 3 consiglieri. Maria Rosaria Rotondi, proveniente proprio dalla Lega dopo essere stata eletta nella Lista Ottaviani, tre anni fa ha ottenuto 239 voti.
Anche Thaira Mangiapelo è arrivata dal Carroccio, dopo aver concorso in Forza Italia. E di preferenze ne raccolse 256. Qualche giorno fa ha aderito Domenico Fagiolo, ex capogruppo della Lega (121).
Tre indizi fanno una prova: se dalla Lega si passa in Fratelli d'Italia qualcosa dovrà pure significare.
L'assessore è Pasquale Cirillo, che alle elezioni del 2017 si presentò in Alternativa Popolare.

Ma in orbita FdI ci sono pure altri consiglieri: intanto Marco Ferrara, eletto nel partito della Meloni e poi passato alla Lista per Frosinone. Poi Sergio Crescenzi, anche lui nella Lista per Frosinone. Entrambi però guardano a Fratelli d'Italia. C'è però anche un altro tipo di terreno sul quale Fratelli d'Italia sta lavorando.
Fuori dal consiglio comunale. Non sono passati inosservati dei "recuperi" importanti. Come quello di Daniele Colasanti, molto radicato sul territorio.
Quindi l'azione quotidiana messa in campo dal portavoce cittadino Giuseppe Vittigli. Oltre ad operazioni politiche messe a segno con civiche che possono rivelarsi strategiche: in questo quadro rientra l'adesione di Samuel Battaglini.

Ci sono inoltre ulteriori scenari aperti. Per esempio quello che conduce alla posizione di Carlo Gagliardi, pure lui recentemente uscito dalla Lega. Fratelli d'Italia da tempo ha avviato dei contatti e non è escluso che Gagliardi possa decidere un approdo nel partito della Meloni. D'altronde tre anni fa venne eletto in Cuori Italiani di Andrea Augello, che ora fa parte proprio di Fratelli d'Italia. Ma nel taccuino politico del senatore Massimo Ruspandini ci sono altri due nomi sottolineati.
Intanto quello dell'assessore ai lavori pubblici Fabio Tagliaferri, che fa parte del Polo Civico. Eletto con qualcosa come 528 preferenze secche. Potrebbe rappresentare una risorsa importante perfino sul versante della candidatura a sindaco. E a Fratelli d'Italia guarda da sempre, con attenzione. Così come sono stati avviati dei contatti seri con Antonio Scaccia, vicesindaco, leader della Lista per Frosinone, civica da 2.132 voti nel 2017.

La ricetta è chiara: consenso, radicamento e riconoscimento nei valori di un partito che ha una propria e visibile identità culturale.  Una riflessione va fatta pure sulla leadership del senatore Massimo Ruspandini, una leadership silenziosa ma determinata.
E costantemente tesa ad aggregare, ad allargare i confini del partito. Senza però "imbarcare tutti".
Perché i confini servono. Una leadership mai invasiva, quella di Ruspandini. E neppure ingombrante.

Come invece è successo nel recente passato, quando per esempio a dare le carte era Mario Abbruzzese di Forza Italia. Il centrodestra ciociaro ha bisogno di riannodare i fili, pensando non soltanto alle comunali.
Ma anche alle regionali, alle politiche e perfino alle partite negli enti intermedi, dove la predominanza del centrosinistra si fonda anche sulle divisioni che troppo spesso hanno caratterizzato la coalizione. In questo ragionamento le elezioni di Frosinone assumono una valenza politica e simbolica enorme.

Già ora Fratelli d'Italia ha le carte in regola per puntare ad essere il primo partito della città. La candidatura a sindaco è una diretta conseguenza di una crescita politica oltre che elettorale. L'input del senatore Massimo Ruspandini è chiaro: continuare a lavorare sul territorio. Con umiltà. Senza montarsi la testa ma senza nascondersi. Mancano 22 mesi alle elezioni a Frosinone. Non c'è un minuto da perdere.