A certi livelli non si arriva per caso. Ma soprattutto a certi livelli non si resta a lungo per caso. Giacomo D'Amico entra nel team di comunicazione di Terna.
Parliamo dell'operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell'energia elettrica con sede a Roma.
Tanto per avere un'idea: 74.669 chilometri di linee in alta tensione. Terna è il primo operatore indipendente d'Europa per chilometri di reti gestite. Giacomo D'Amico entra dalla porta principale, alle dirette dipendenze di Massimiliano Paolucci.

Dovrà occuparsi di relazioni istituzionali: il suo campo, quello nel quale eccelle da sempre, per l'indubbia capacità di relazionarsi ma anche di fare sintesi. E squadra. Giacomo D'Amico è in carriera: a Terna arriva da Sia, dove era approdato soltanto pochi mesi fa. Ma è alla Regione Lazio che si è fatto conoscere ed apprezzare. Ricoprendo ruoli di grande potere e responsabilità. Per anni ha lavorato nel Gabinetto della presidenza del consiglio regionale: prima come "vice" e poi come responsabile.

Ha attraversato un lungo periodo politico, da Piero Marrazzo a Nicola Zingaretti. Giacomo D'Amico non ha bisogno di sussurrare ai potenti. Lui i potenti li conosce davvero, li guarda in faccia. Con loro si confronta. Discute. E fa valere le sue ragioni. È amico personale del politologo Edward Luttwak e anche di Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale. E di Luigi Bisignani. La leggenda narra che sulla sua agenda cartacea (non digitale) ci siano centinaia e centinaia di numeri.

Al di là delle ricostruzioni e dei retroscena, però, rimane una considerazione: Giacomo D'Amico si mette continuamente alla prova, perché passare dalla politica all'energia non è propriamente semplice. Senza considerare il campo d'azione della Sia, società che opera nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Nell'attuale momento storico la crisi dell'Italia non è soltanto politica. C'è una crisi più profonda cha investe la Pubblica amministrazione ma anche il management, pubblico e privato, di un Paese nel quale è sempre più difficile avanzare progetti in grado di intercettare finanziamenti.

Un Paese che sembra aver smarrito la strada delle competenze, ma pure quella delle relazioni. Si tratta di un campo delicato: sbagliare un passo può significare compromettere un lavoro di anni. È su questo terreno che Giacomo D'Amico si confronta da anni. E continuerà a farlo. Con intelligenza, passione e umiltà.
Soprattutto con umiltà. Non corre il rischio di montarsi la testa.